Il Tar del Lazio solleva dubbi di legittimità costituzionale sul limite del 20% previsto per il concorso del Ministero della Difesa (Profilo FT35). Graduatoria momentaneamente congelata: migliaia di partecipanti restano col fiato sospeso in attesa della Consulta
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Inizia a vacillare sotto i colpi dei ricorsi al TAR la discussa norma che limita le assunzioni dei candidati idonei non vincitori, nota comunemente come "taglia-idonei". Con diverse ordinanze (tra cui la n. 05253/2026), la Sezione Prima Bis del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha scelto di investire la Corte Costituzionale della questione, ipotizzando l'illegittimità del meccanismo che riduce drasticamente il numero di candidati che possono restare validamente in graduatoria al di là dei posti effettivamente messi a bando.
Mentre la documentazione è stata trasmessa ufficialmente ai giudici della Consulta, la magistratura amministrativa ha intanto bloccato in via cautelare la graduatoria finale relativa alla selezione per 1.000 assistenti presso il Ministero della Difesa (Profilo FT35 "Assistente ai Servizi di Supporto"), decretando l'inserimento con riserva dei candidati che erano stati esclusi.
Il cuore della disputa: il limite invalicabile del 20%
Al centro della battaglia legale c'è l'articolo 35, comma 5-ter del D.Lgs. 165/2001 (e le successive modifiche introdotte dal D.L. 25/2025), che impone uno sbarramento massimo pari al 20% dei posti banditi per i candidati risultati idonei ma non vincitori. Chi supera la soglia percentuale viene escluso da qualsiasi possibilità di assunzione futura, anche qualora le pubbliche amministrazioni si trovassero in una situazione di evidente carenza di organico.
In uno dei ricorsi esaminati dal TAR, per fare un esempio, una candidata era rimasta tagliata fuori nonostante avesse ottenuto un punteggio di 22,2/30, penalizzata soltanto dal rigido sbarramento percentuale fissato dalla legge.
Le tesi difensive sostenute davanti ai giudici di Via Flaminia da vari esperti di diritto amministrativo — tra i quali l'avvocato Danilo Granata del Foro di Cosenza, difensore nel ricorso da cui è scaturito il provvedimento — evidenziano come questa norma contrasti apertamente con gli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 97 (buon andamento della Pubblica Amministrazione) della Costituzione.
Un destino legato solo alla data di chiusura del concorso
I dubbi di costituzionalità ritenuti solidi dal TAR del Lazio riguardano in particolare la disparità legata ai criteri temporali imposti dalla legge:
- Le tutele per il biennio 2024-2025: Le graduatorie approvate in questi due anni godono di una disciplina transitoria di favore, che tutela le posizioni degli idonei.
- La scure a partire dal 2026: Le graduatorie validate a partire dal 2026 subiscono invece il taglio immediato e drastico oltre la soglia del 20%.
Questa differenza crea un'evidente ingiustizia. Per concorsi partiti nello stesso periodo (come quello della Difesa, bandito a luglio 2024), il futuro lavorativo dei candidati idonei finisce per dipendere non dal merito o dal voto d'esame, ma esclusivamente dal giorno in cui la commissione ha terminato i lavori pubblicando la graduatoria. Una variabile del tutto casuale e fuori dal controllo dei partecipanti.
Il TAR ha quindi ritenuto la questione rilevante e non manifestamente infondata, evidenziando che una simile norma crea un'ingiustificata disparità di trattamento tra procedure identiche e che l'esclusione definitiva rischia di causare ai candidati un danno grave e irreparabile.
Cosa succede adesso: gli scenari in attesa del verdetto
Il procedimento principale davanti al TAR del Lazio è al momento sospeso, in attesa che la Corte Costituzionale si esprima sulla legittimità della legge.
La decisione dei giudici costituzionali potrebbe avere risvolti epocali. Se la Consulta dovesse bocciare il limite del 20%, l'intero impianto del blocco degli idonei verrebbe smantellato. Una simile sentenza aprirebbe la strada allo scorrimento delle graduatorie, consentendo l'assunzione di migliaia di candidati in tutta Italia che, pur avendo superato regolarmente le prove concorsuali, si sono visti sbarrare la strada da un limite puramente numerico.

