Maida, la villa comunale intitolata alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino

L'appuntamento è per venerdì prossimo in occasione della giornata nazionale della legalità. Alla manifestazione parteciperà anche il procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo

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di Redazione
15 maggio 2021
21:34

Il prossimo 21 maggio, in occasione della giornata nazionale per la legalità, il comune di Maida, guidato dal sindaco Salvatore Paone, intitolerà la villa comunale di rione Campo ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

«Quest'anno - dichiara il primo cittadino della città catanzarese - accanto alla intitolazione della villa Comunale, abbiamo scelto di vivere la ricorrenza organizzando un incontro con gli studenti delle terze medie dell'Istituto comprensivo di Maida e Vena, invitando il procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, che con il suo impegno testimonia quei valori di legalità, onestà e coraggio da valorizzare alle nuove generazioni. Grazie alla collaborazione del dirigente scolastico Giuseppe De Vita dell'Istituto comprensivo 'G. Pascoli', la ricorrenza nazionale sarà occasione di una giornata che abbiamo chiamato 'Scuola di legalità", in cui i ragazzi potranno ascoltare e porre domande al procuratore Falvo, proprio con l'intento di offrire sui banchi di scuola un insegnamento irrinunciabile per la formazione dei cittadini nella coscienza che la mafia è un fenomeno ancora vivo e forte, al quale è necessario opporsi con consapevolezza ogni giorno».


«A Maida - aggiunge Paone - celebreremo il valore della ricorrenza il 21 maggio, anticipando di due giorni il calendario ufficiale, manifestando in modo semplice e dalla voce diretta del magistrato Falvo il senso di un impegno per la legalità, rendendo protagonisti i più giovani e ricordando il feroce attacco contro Falcone e Borsellino, magistrati di punta a cui si deve una nuova e più efficace legislazione antimafia». Ed infine: «Il coraggio e l’esempio delle vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio siamo convinti che vadano trasmesse alle nuove generazioni a partire da una pedagogia del fare che deve vedere insieme le istituzioni, la Scuola, il Comune, la Famiglia, e gli organi inquirenti per una viva cultura della legalità».

 

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