Papasidero: la riserva naturale di Cosenza

Attraversato dal Fiume Lao, meta privilegiata dagli amanti del rafting, Papasidero, isola felice del Cosentino è nota soprattutto per la Grotta del Romito, una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia

29 luglio 2015
14:32

Papasidero è un piccolo comune della provincia di Cosenza: il suo territorio è la riserva naturale orientata della Valle del Fiume Lao e fa parte del Parco nazionale del Pollino.

 


Di Papasidero si ha notizia per la prima volta in documenti Normanno-Svevi intorno al 1200, descritto per lo più come centro abitato cinto da mura e difeso da un castello.

 

Cosa visitare a Papasidero

 

Il castello, di probabile origine Longobarda, successivamente appartenuto a Longobardi e Svevi, si erge su uno sperone roccioso a strapiombo sul fiume Lao; costituisce il punto di raccordo di un’ampia cinta muraria, per lunghi tratti ancora visibile.

 

Famosa a Papasidero è la Grotta del Romito: fu scoperta nel 1961 e gli studi dimostrano che era abitata da almeno 20.000 anni fa. Numerose sono le tracce lasciate dall’homo sapiens come strumenti litici e ossei, i resti di scheletri e uno stupendo graffito: la figura di un toro, lunga circa 1,20 metri, è infatti incisa su un masso di circa 2,30 metri di lunghezza e inclinato di 45°, sotto la quale è raffigurata, molto più sottilmente, un’altra figura di bovide di cui sono eseguiti soltanto il petto, la testa e una parte della schiena.
Nella grotta è possibile anche osservare, nel luogo del loro rinvenimento, delle riproduzioni di sepoltura datate all’incirca 9.200 anni a.C. , contenenti ciascuno una coppia di individui disposti secondo un rituale ben definito.
La grotta è divisa in due parti ben distinte: una profonda venti metri, che si addentra nella formazione calcarea con un cunicolo stretto e oscuro e il riparo che si estende per circa 34 metri in direzione est-ovest.

 

Da Papasidero fa tappa il fiume Lao, uno dei corsi d’acqua più integri e di maggiore significato ecologico di tutta l’Italia meridionale.
Il suo corso inizia in territorio lucano, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Entrato in territorio calabrese, il fiume lambisce gli abitati di Laino Borbo e Laino Castello e attraversa in tutta la sua lunghezza, da Nord-Est a Sud-Ovest, il comune di Papasidero.
Oggi le sue acque sono una meta privilegiata dagli amanti del rafting e dai numerosi canoisti provenienti da molte nazioni europee che rimangono stupefatti dalle meraviglie di un ambiente naturale unico.

 

Lambito dalle limpide acque del fiume Lao, appoggiato ad una parete rocciosa che incombe su di esso, accessibile attraverso un ponte fatto costruire dal munifico Nicola Dario, in una cornice fascinosa e suggestiva, sorge il Santuario della Madonna di Costantinopoli, risalente al XVII secolo, meta prediletta dalla devozione dei Papasideresi. La chiesa si raggiunge attraversando un ponte fatto costruire da Nicola Dario nel 1904 sopra la campata ancora visibile di quello medievale anticamente denominato della Rognosa. Il termine Rognosa, infatti, può essere benissimo associato alla pestilenza che afflisse l’abitato.

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