Accoltellò un coetaneo, pena ridotta in Appello

Sconto di pena per Farid Hamdi, 21enne tunisino arrestato dopo l’accoltellamento di un coetaneo avvenuto in un pomeriggio del giugno 2013 sulla spiaggia di Catanzaro Lido.

di Gabriella Passariello
9 aprile 2015
16:43

La Corte di appello di Catanzaro ha riformato la sentenza emessa il 16 aprile scorso, quando Hamdi, giudicato con rito abbreviato, fu riconosciuto colpevole di lesioni aggravate invece dell’iniziale accusa di tentato omicidio, e inoltre di spaccio di stupefacenti e porto e detenzione abusiva di armi, e condannato a 3 anni di reclusione e 3mila euro di multa per la prime due imputazioni, e ad 1 anno di arresto e 2mila euro di ammenda per le accuse relative alle armi. I giudici di secondo grado hanno ridotto le condanne di Hamdi (difeso da Antonio Ludovico) a 2 anni e 8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa per le lesioni e lo spaccio, e ad 8 mesi di arresto per il porto abusivo di coltello a serramanico, assolvendo l’imputato dall’accusa di aver detenuto a casa un caricatore ed un machete. Nell’ambito di questo procedimento penale il 21enne Hamdi era stato destinatario di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto eseguito dalla Squadra mobile di Catanzaro, in base alla ricostruzione della pubblica accusa secondo la quale il tunisino avrebbe colpito la vittima con un coltello dopo una brutta lite avuta con questi e con suo fratello, scoppiata per un commento che Hamdi avrebbe recepito come un’offesa ed una presa in giro. Identificato Hamdi come il presunto accoltellatore, poi, i poliziotti avevano eseguito una perquisizione personale e domiciliare, e il giovane era stato trovato in possesso di stupefacenti e un “grinder” (cosiddetto tritaerba) in alluminio con all’interno residui di droga, nonché di un caricatore calibro 9x21 da 15 colpi con all’interno 2 cartucce, e un machete della lunghezza di 60 centimetri (di cui 46 cm di lama ben affilata), oltre a un bilancino di precisione marca “Diamond”. Appena tre mesi dopo, a fine settembre 2013, il nome di Hamdi è tornato alla ribalta delle cronache per il suo coinvolgimento in un’inchiesta della Squadra mobile, nell’ambito della quale la Procura di Catanzaro ha contestato i reati che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti alle estorsioni e al tentato omicidio. Hamdi, in particolare, è stato accusato di essere “la spalla” di un ventenne catanzarese, Domenico Canino, che  avrebbe monopolizzato la piazza dello spaccio di marijuana e hashish ai giovani della “Catanzaro bene” a nord della città, nell’area dei giardini di S. Leonardo, nota zona di ritrovo di studenti e non solo. Canino avrebbe assoggettato i propri acquirenti, grazie alla collaborazione di Hamdi, a un trattamento violento e minaccioso tanto nel caso di mancati o tardivi pagamenti, quanto nel caso che qualcuno fosse sospettato di aver creato o di poter creare problemi.

Gabriella Passariello

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