COSENZA, MARTINA HAUSER HA RASSEGNATO LE DIMISSIONI DA ASSESSORE COMUNALE

La compagna dell'ex ministro all'Ambiente Clini, arrestato lunedì scorso a Ferrara è indagata dalla Procura di Roma

28 maggio 2014
00:00

COSENZA - La decisione è stata formalizzata dall'assessore alla sostenibilità con una lettera indirizzata al primo cittadino della città dei Bruzi, Mario Occhiuto. Al sindaco la decisione ultima della revoca della delega.

 


La vicenda. Da Ferrara a  Roma. Da Roma a Cosenza. Nel secondo filone di inchiesta aperto nella capitale sui finanziamenti italiani destinati all’estero compare anche la compagna dell’ex ministro all’Ambiente Corrado Clini indagato con l’accusa di aver distratto soldi (più di tre milioni di euro trasferiti secondo gli inquirenti su conti protetti in svizzera) dai fondi destinati ai progetti di ricostruzione del paese medio orientale. I fatti si riferiscono agli anni 2007/2011 quando Clini, che è finito agli arresti domiciliari, era direttore generale del ministero dell’Ambiente.

 

Indagata. Martina Hauser assessore alla sostenibilità ambientale e alle energie rinnovabili del Comune di Cosenza è finita nel mirino della procura di Roma non per l’affaire Baghdad, ma per una serie di progetti finanziati sempre dal ministero dell’Ambiente in Cina e in Montenegro: 200 milioni di investimenti per la riqualificazione di aree di interesse archeologico e paesaggistico nel Paese asiatico, altri 15 per la nazione dei Balcani. Sette gli indagati per questo secondo filone di inchiesta.

 

Le nuove indagini. Sono in corso accertamenti patrimoniali disposti dagli inquirenti ed effettuati dalla Guardia di Finanza per verificare se, come nel caso dei progetti da 54 milioni di euro per l’Iraq, vi sia stata appropriazione indebita di denaro pubblico.

 

Le reazioni. A Cosenza il coinvolgimento in questa vicenda dell’assessore Hauser ha naturalmente fatto scatenare le polemiche. Più di un consigliere di opposizione a palazzo dei bruzi chiede alla compagna del ministro di farsi da parte. E c’è anche chi invita il sindaco, Mario Occhiuto, a determinarsi di conseguenza, autonomamente e in tempi brevi. Una sospensione, più che un licenziamento in tronco. Un atto dovuto fino a che la magistratura - questa l’opinione dominante - non faccia piena luce sull’accaduto.   

 

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