Esercito in Calabria per vigilare sulla movida? Le prefetture non confermano

Ventilata l'ipotesi di avvalersi dei militari per la prevenzione di assembramenti davanti discoteche e locali notturni, dopo il loro impiego presso alcune infrastrutture strategiche come l'aeroporto di Lamezia Terme 

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di Salvatore Bruno
22 giugno 2020
21:24

Dalle prefetture calabresi non ci sono conferme, peraltro la sede di Catanzaro è pure vacante per il trasferimento di Francesca Ferrandino a Bologna. Ma alcuni veicoli dell’esercito parcheggiati nei giorni scorsi davanti la sede della questura di Cosenza, non sono passati inosservati. Potrebbe trattarsi del segnale di un prossimo impiego dei militari, in attività di controllo anti-Covid.

Situazione sotto controllo

Al momento nel capoluogo bruzio ed anche nei centri della provincia, non si registrano focolai ed anche i soggetti ancora positivi al coronavirus, sono ridotti al lumicino: appena tre, di cui uno ricoverato all’Annunziata.

La comparsa delle mimetiche

In questa terza fase post pandemia, l’esercito in Calabria è già comparso in alcuni snodi strategici: le mimetiche sono spuntate nei giorni scorsi all’aeroporto e nello scalo ferroviario di Lamezia Terme, a supporto di carabinieri e polizia di stato. Ma, per il momento, non ci sono provvedimenti ufficiali circa l’utilizzo delle forze armate in attività di vigilanza nei centri urbani.

I luoghi della movida

Rimane comunque in piedi l'ipotesi, attualmente priva di riscontro, di avvalersi dei militari sul territorio regionale, per la prevenzione di assembramenti davanti le discoteche, da poco riaperte al pubblico con ordinanza della presidente Santelli, e ad altri locali notturni della movida.

Giornalista
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