Fanno lavori sull’A2 e provocano un incendio boschivo: due denunce a Cosenza

All’origine del rogo sviluppatosi nel comune di Dipignano nel luglio scorso, l’uso di saldatrici in un cantiere sito lungo l’autostrada. Nei guai l’amministratore di una società e un suo dipendente

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di Redazione
14 settembre 2020
09:11
Le indagini dei carabinieri sull’incendio nel Cosentino
Le indagini dei carabinieri sull’incendio nel Cosentino

Incendio boschivo colposo. È questa l’ipotesi di reato per la quale l’amministratore di una società e un suo dipendente sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Cosenza dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cosenza. Il rogo sviluppatosi nel mese di luglio, lungo l’Autostrada A2 del Mediterraneo, nell’area circostante la località “Profenna” del Comune di Dipignano attraversata dagli omonimi viadotti autostradali ha interessato una superficie di diverse decine di ettari per il quale è stato necessario l’intervento di numerosi uomini e mezzi di soccorso e l’impiego di tre Canadair della flotta di Stato con disagi alla circolazione stradale.

Le successive indagini svolte dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cosenza hanno consentito fin dall’inizio di stabilire che l’incendio aveva avuto origine nell’area boscata e cespugliata sottostante il viadotto, carreggiata sud, sul quale erano in corso dei lavori di sostituzione delle barriere di protezione da parte di una ditta edile del capoluogo Bruzio. Attraverso il Metodo delle evidenze fisiche (Mef) si è accertato che il fuoco ha avuto origine nell’area sottostante ai lavori in corso, nell’esecuzione dei quali si faceva uso di saldatrici e altri attrezzi potenzialmente idonei ad innescare un incendio

 

Tali attrezzature sono, tra l’altro, utilizzate in violazione delle specifiche norme regionali che ne vietano il loro utilizzo in aree boscate e cespugliate durante il periodo di grave pericolosità per rischio incendio, violazione alla quale è stata comminata ai responsabili la prevista sanzione di oltre 2000 euro. Durante l’attività di indagine si è accertata la reiterazione del reato in un’area prossima a quella dell’incendio del mese di luglio per la quale è stata ipotizzata, per le medesime circostanze di luogo e di fatto e gli elementi di accertamento raccolti, la stessa origine.       

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