INTERVISTA - Testimone di giustizia si incatena a ‘Trame’

Ha denunciato chi lo aveva messo in ginocchio. Un imprenditore di origini calabresi, così si spacciava, che in realtà era un trafficante di droga e che voleva utilizzare il suo furgone per trasportare l’oro bianco.

di Tiziana Bagnato
17 giugno 2016
12:44

Raffaele Fazio, sessanta anni passati, il 65 per cento di invalidità civile riconosciuta,  la ndrangheta l’ha conosciuta a Torino dove lui aveva cercato di avviare un’attività di falegnameria e dove questa, invece, aveva allungato i suoi tentacoli. Dopo la denuncia ha perso tutto. Dallafamiglia, a tutto quello che aveva. Incatenatosi nella piazzetta in cui si svolgono molti degli eventi del Festival dei libri sulle Mafie Trame, ha denunciato il silenzio delle associazioni antimafia.Tutto quello che chiede è un aiuto per ricominciare a vivere e incontrare il nuovo procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri a cui, confida, ha molte cose da dire.


Giornalista
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