SCOPERTI TREMILA FALSI BRACCIANTI AGRICOLI. TRUFFA DA 13 MILIONI DI EURO NELLA SIBARITIDE

Operazione del Comando provinciale nella Sibaritide. Denunciate 30 persone considerate ideatrici, organizzatrici ed esecutrici di truffe aggravate ai danni dell’Inps

19 maggio 2014
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COSENZA - Una truffa all'Inps per tredici milioni di euro ad opera di un sodalizio criminale operante nella Sibaritide è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, che hanno denunciato 3000 falsi braccianti agricoli. I militari hanno anche denunciato 30 persone considerate ideatrici, organizzatrici ed esecutrici di truffe aggravate ai danni dell'istituto previdenziale che avrebbe consentito ai circa 3000 falsi braccianti di percepire indebitamente indennità non spettanti. 

 


Il meccanismo. La realizzazione della truffa si sarebbe concretizzata attraverso la costituzione ad hoc di aziende agricole nella zona di Corigliano Calabro, di Rossano, di Cassano Ionio e dei comuni limitrofi con centinaia di lavoratori dipendenti, che, in realtà, lavoravano solo sulla "carta", su terreni di ignari o, addirittura, inesistenti committenti. L'organizzazione criminale avrebbe dapprima costituito "sulla carta" aziende agricole che erogano servizi in agricoltura a committenti proprietari di terreni destinati alla coltivazione e, successivamente, predisposto false scritture private, attestanti false prestazioni di lavoro agricolo. I dati così formati sono confluiti nelle denunce aziendali al fine di ottenere l'apertura della posizione contributiva all'Inps.   Ogni tre mesi, sulla base delle denunce aziendali, sarebbero stati, poi, comunicati i dati ed il numero dei lavoratori agricoli impiegati fittiziamente attraverso i modelli D.M.AG. (dichiarazione di manodopera agricola). Il sodalizio criminale avrebbe così attestato sistematicamente e falsamente giornate lavorative in agricoltura a 3000 compiacenti falsi braccianti, permettendo loro l'indebita percezione di spettanze previdenziali, nonchè la maturazione di congrui periodi assicurativi ai fini pensionistici.

 

Truffa da 13 milioni di euro. Dal canto loro, i falsi lavoratori agricoli, per poter godere dei diritti derivanti dallo status di dipendenti a tempo determinato nel settore agricolo, hanno provveduto a versare, nelle mani dei componenti il sodalizio criminale, somme di denaro variabili in relazione al numero di giornate attestate, mettendo in piedi un vero e proprio "mercato" delle giornate in agricoltura, dove tutti guadagnavano a spese dello Stato che erogava, a persone che non ne avevano diritto, milioni di euro di indennità. A fronte delle false attestazioni, l'Inps, negli anni dal 2006 al 2011, ha, infatti, erogato ai finti lavoratori agricoli quasi 13 milioni di euro di indennità di disoccupazione, assegni familiari ed indennità di malattia o maternità.

 

Il tariffario. Secondo gli inquirenti, l'attività illecita ha permesso ai componenti dei sodalizi criminali segnalati, di ricevere, dai compiacenti falsi braccianti, quasi 5 milioni di euro a fronte delle false attestazioni sulla base di un vero e proprio "tariffario": 700 euro per 51 giornate, 1.400 per 102 giornate e 2.100 per 153 giornate.

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