«Io vittima del truffatore seriale di Catanzaro, vi racconto com'è andata» - VIDEO

Anche un’attrice e produttrice calabrese è caduta nella rete del giovane “imprenditore” di Cropani Marina incubo degli hotel di lusso del nord Italia

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di Enrico De Girolamo
24 aprile 2018
16:00

Non solo costosi hotel a 4 e 5 stelle. Tra le vittime del presunto truffatore seriale di Cropani Marina, in provincia di Catanzaro, che è diventato l’incubo degli alberghi di lusso del nord Italia, ci sono anche persone comuni. Come nel caso di un’attrice calabrese che si occupa anche di produzioni televisive e cinematografiche. A lei si era rivolto qualche tempo fa il ventunenne catanzarese, chiedendole aiuto per la realizzazione di uno spot pubblicitario per una crema di bellezza.
«Lo conoscevo di vista - racconta la donna -, perché siamo della stessa zona. Quindi mi sono fidata. Mi disse che la sua troupe lo aveva mollato all’ultimo momento e gli serviva un nuovo team, altrimenti rischiava di perdere 20mila euro perché era già tutto pronto per le riprese».

 

Spot che, guarda caso, doveva essere girato a bordo di uno yacht a Montecarlo. «Accettai e in fretta e furia organizzai la squadra, con tecnici e regista. Per gli spostamenti fu preso un minibus. Alla fine nessuno venne pagato, compresa la ditta che ci fornì il mezzo di trasporto. Anzi, ci ho rimesso anche 200 euro che mi chiese in prestito durante le riprese».

Il sospetto è che tutto l’ambaradan fosse stato organizzato per far colpo su una donna. «Protagonista dello spot era una ragazza alla quale lui faceva sfacciatamente la corte - continua –. Lei, però, non lo calcolava minimamente. Ripensandoci dopo ho avuto la netta sensazione che abbia messo su tutta questa messinscena solo per conquistarla e farsi una vacanza sullo yacht. Ovviamente i nostri soldi non li abbiamo mai visti».

 

 

Sulle tracce del giovane ci sono diverse Procure, tra cui quelle di Milano e di Aosta. È al Nord, infatti, che preferisce soggiornare, solitamente in suite principesche, non facendosi mai mancare costosissimi extra, come massaggi e servizio in camera. Al Mandarin di Milano, uno dei più prestigiosi hotel della capitale meneghina, a due passi dal Teatro alla Scala, ha lasciato un conto in sospeso di circa 6mila euro. Stesso copione all’Hotel dei Cavalieri di piazza Missori, sempre a Milano, dove è restato però una sola notte. A Cogne, invece, in Val d’Aosta, per quattro giorni di soggiorno ha lasciato un conto inevaso di 3 mila euro. Le modalità della truffa sono sempre le stesse: arriva a bordo di auto costose, solitamente in compagnia di belle donne, si gode la sua vacanza e poi, quando c’è da pagare il conto, inventa una scusa e prende il largo.

 

Sui social le sue imprese sono accolte da cori di incitamento. «Hai fatto bene». «Divertiti finché puoi». «Sei un mito». Ma la realtà è molto più amara per chi finisce nella sua rete.
«Ho più volte sollecitato il pagamento di quanto mi deve - conclude l'attrice – e in varie occasioni mi ha rassicurato dicendo che avrebbe provveduto a farmi un bonifico. Ma l’unica cosa che finora ho ricevuto è un pdf evidentemente contraffatto come distinta di un pagamento bancario mai avvenuto. Oltre al danno, anche la beffa».


Enrico De Girolamo

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