La gente muore e i politici pensano al Ponte: siamo indignati e dobbiamo reagire

La lettera aperta di Maria Grazia Simari, avvocato di Galatro e familiare di un malato oncologico

8 ottobre 2016
11:55

Questa lettera la scrivo al ministro della Sanità ma è rivolta a tutti i nostri politici, perché è un messaggio alle loro coscienze e soprattutto un monito per loro, affinché possano davvero comprendere che quando si decide di scendere in politica (perché è una scelta, non so se consapevole, ma una scelta!) lo si deve fare con la consapevolezza che dietro ogni legge, decreto legge, decreto legislativo, ci sono delle persone che subiscono nel loro piccolo le conseguenze più pesanti di quelle leggi che prevedono tagli, riduzioni di servizi, aumento dei costi di accesso alle cure sanitarie che devono essere ugualmente garantite a tutti i cittadini e non appannaggio ed esclusiva di chi ha la possibilità di recarsi altrove per curarsi.


Credo che da queste mie prime righe si è compresa una circostanza: non scrivo dalla fiorente Italia del nord ma dal Sud, il Sud più profondo che forse solo perché vive al suo interno le più grandi tragedie che da secoli contraddistingue la storia di ogni Sud.



Vivo in Calabria da sempre e mai come in questo preciso momento storico percepisco una totale e quasi strafottente assenza della Politica.


Sono i giorni del Fertility Day, i giorni del "Si" o "No" al Referendum, i giorni del Ponte sullo Stretto... ma si sono resi conto questi signori che noi in Calabria e specialmente nel bacino di mia utenza (Piana di Gioia Tauro!) siamo letteralmente al collasso e che non ci possiamo permettere il lusso nemmeno di pensare di mettere al mondo un figlio perché con la chiusura di molti punti nascite ci ritroviamo senza un posto dove partorire?


Se (come dice il primo ministro Renzi) c’è la volontà e la possibilità di costruire il ponte delle stretto (bum!), vuol dire che ci sono i finanziamenti per questo (i soldi per dirla con semplicità) e perché allora questi soldi non si investono in Sanità e servizi a garanzia di una uniformità di cure su tutto il territorio nazionale, invece di fare figli e figliastri (come sempre del resto).


Non abbiamo nulla! Nulla! Credeteci facciamo volentieri a meno del ponte sullo Stretto. Credo sia i calabresi che i siciliani.
Non abbiamo strade, non abbiamo ospedali, siamo carenti in tutto... e il nostro ministro ci invita a "fare figli"?


Caro ministro il Sud i figli li fa... con buona pace di tutti li figli si fanno molto di più al Sud... e voi in cambio ci restituite cosa?
Qui si muore per nulla... abbiamo malati con patologie gravi che non riescono ad avere un ricovero, che non riescono ad effettuare i minimi accertamenti... e volete fare il Ponte?


Ma scendete in Calabria, fatevi un giro sulle nostre strade, ammalatevi qui e seguite la trafila a cui siamo costretti noi... il problema e' uno: voi problemi non ne avete... e vale sempre il detto: povero colui che ha bisogno.

 

Maria Grazia Simari 

avvocato, familiare di un malato oncologico

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