Martina scrive al papà volato in cielo troppo presto: «Da lassù mi guardi crescere»

Ha 5 anni ed è la figlia di Filippo Sangineto, morto tre mesi fa a causa di un tumore al cervello. La bimba passa le sue giornate a disegnare e a scrivere frasi d'amore al suo papà  

di Francesca  Lagatta
7 marzo 2020
15:53
Filippo Sangineto tiene in braccio sua figlia prima della malattia
Filippo Sangineto tiene in braccio sua figlia prima della malattia

«Da qua giù mi hai visto nascere e da là su mi guardi crescere. Papà mi manchi tanto, auguri per la festa del papà. Ti amo tanto». E ancora: «Papà mi manchi tanto, ti voglio bene, sei sempre nel mio cuore». La piccola Martina, 5 anni appena, non si dà pace. Da qualche mese il suo passatempo preferito è disegnare e scrivere frasi per il suo papà, volato in cielo a 30 anni lo scorso 8 dicembre. A portarlo via è stato un tumore al cervello che aveva combattuto con tutte le forze, anche per amore di sua figlia, come ci aveva detto in un'intervista. Ma Martina è troppo piccola per capire, troppo ingenua per sapere che la vita è un soffio e che le malattie non guardano in faccia nessuno e nessuno. Nemmeno un uomo forte e caparbio come Filippo Sangineto, con tanti sogni nel cassetto e l'ostinata convinzione di farcela, che dopo l'operazione aveva bruciato i tempi per poter tornare dalla sua famiglia e camminare fianco a fianco a quella figlia tanto amata. Oggi quella bimba chiede attraverso la sua mamma la pubblicazione dei suoi disegni, perché il papà, da lassù, possa leggerli.

 

Papà Superman

Filippo se ne è andato una notte di tre mesi fa in un letto d'ospedale, dopo essere entrato in coma. Ma fino a quando ha avuto la forza di lottare, è riuscito a  trasformare la sua battaglia in una sorta di favola moderna. Appena rientrato dall'ospedale Carlo Besta di Milano, dove aveva subito l'asportazione del tumore al cervello, aveva fatto dipingere sul muro della sua casa a Marcellina un enorme Superman, il suo supereroe preferito, simbolo di forza disumana e invincibilità, che guadato da un precisa angolazione sembrava confondersi con il cielo. Tutto merito dello street artist Antonino Perrotta che si è reso subito disponibile a realizzare l'idea in un tiepido giorno del maggio scorso. Da allora per tutta la comunità di Santa Maria del Cedro, dov'era cresciuto, Filippo era diventato semplicemente "il supereroe". Sopratutto perché, a un certo punto, sembrava aver battuto il mostro. Poi un improvviso peggioramento delle condizioni ha reso vane tutte le speranze.

 

«Perché proprio il mio papà?»

«Non c'è un solo giorno che mia figlia non mi chieda dove sia suo padre e perché sia toccato proprio a lui». Ci dice così Mariagrazia, mamma di Martina ed ex compagna di Filippo. «Io a volte mi trovo in difficoltà, non so che rispondere, mi chiede perché Gesù sia stato così cattivo con lei. Io provo a farle capire che Gesù è buono e che il papà ora è al suo fianco, ma la piccola è inconsolabile». E nonostante i suoi pochi anni comincia a ricordare. «Mi racconta di tutte le volte che andavano al mare insieme - dice ancora Mariagrazia - di quella volta che le insegnò ad andare sulla bici, di come la teneva stretta a sé». Poi si chiude nel silenzio. «Scrive delle frasi su dei bigliettini e poi ci gioca. A volte li conserva, a volte li butta». Poi, in ultimo, dice: «Un giorno mi ha chiesto se potevo fargli arrivare questi messaggi fino in cielo». Uno su tutti: «Papà mi manchi, vorrei stringerti forte».

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