Turismo

Calabria meta di vacanze piace agli italiani ma il brand non decolla, Regione al lavoro sul piano annuale

La pandemia ha lasciato il segno ma l’estate scorsa i segnali di ripresa sono stati incoraggianti. La giunta Occhiuto cerca di migliorare la programmazione. Nucera (Assobalneari): «Flussi provenienti dalla Russia troppo marginali per impensierire il comparto»

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di Claudio Labate
12 marzo 2022
20:30

Tra i tanti dossier sotto la lente d’ingrandimento del presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, c’è anche quello relativo al turismo. Puntare sull’immagine “nuova” della Calabria anche attraverso una “nuova” campagna di comunicazione – affidata alla Film Commission – che punta alla valorizzazione del brand Calabria (affidato ad un fiore, la Soldanella, che cresce in Sila) è l’obiettivo prioritario dell’esecutivo.

A fine marzo ci saranno gli Stati generali del turismo, un momento di proposta e di confronto con gli stakeholder e i territori – ha detto di recente l’assessore al Turismo Fausto Orsomarso - per giungere, attraverso una concertazione, alla redazione del Piano regionale di sviluppo turistico sostenibile 2022-2024.


Il Piano è dunque in itinere, ma si esplica attraverso Programmi Annuali, la cui attuazione è demandata alla successiva approvazione del “Piano Esecutivo Annuale d'Immagine e Promozione Turistica 2022". L’incartamento sarà esaminato dalla Sesta Commissione consiliare che, guidata dalla presidente Katya Gentile (FI), si occupa anche di turismo. In quella sede, il prossimo 16 marzo, si darà un parere all’attuazione del Programma annuale (2022) del Piano, licenziato in giunta (delibera n° 59 del 18 febbraio scorso).

Un Piano che dal punto di vista delle modalità attuative segue un percorso preciso. Per ciò che concerne le azioni a titolarità regionale, saranno espletate le procedure per l'acquisizione di forniture e servizi attraverso bandi di gara, procedure concertative/negoziali, avvisi pubblici e/o manifestazione di interesse ex Dlgs. 50/2016.  Per quanto attiene le azioni che si prevede di attuare in collaborazione con la Fondazione Calabria Film Commission, la recente modifica dello statuto della Fondazione, permetterà a quest'ultima di diventare soggetto attuatore di progetti/azioni di comunicazione, promozione turistica e marketing territoriale. In riferimento alla concessione di contributi, sussidi economici, ecc, saranno adottate le procedure previste dalla normativa inerente gli aiuti alle imprese (aiuti di stato e/o aiuti in de minimis).

Un difficile contesto

Gli effetti e le conseguenze della pandemia da Covid-19 hanno comportato un crollo generalizzato dei viaggi e delle vacanze a livello globale e le previsioni – si legge nell’allegato alla delibera di giunta - individuano il 2023/24 come anno di ritorno alla normalità.

Nel 2020 la Calabria ha visto dimezzarsi arrivi e presenze, seguendo il trend delle altre regioni del Mezzogiorno. Le perdite maggiori hanno riguardato i turisti stranieri, le strutture alberghiere, in particolare quelle a 4 e stelle e quelle attive nella provincia di Reggio Calabria. Al contrario, segnano una crescita i flussi negli agriturismi. Tra i poli turistici hanno relativamente tenuto meglio, alcuni comuni del litorale tirrenico cosentino (Scalea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo, Grisolia), del litorale crotonese (Crotone, Cirò Marina) e catanzarese (Cropani). In merito all'offerta ricettiva, nel 2020 si contano 173 esercizi ricettivi (di cui 17 alberghieri) e 6.698 posti letto in meno. In termini percentuali, la Calabria registra la maggiore perdita di posti letto tra le regioni del Mezzogiorno.

Il punto di partenza sembra rimanere l’indagine che Demoskopika ha svolto sugli orientamenti e i consumi turistici degli italiani dalla quale emerge che la Calabria è tra le cinque destinazioni turistiche più richieste nel 2021 tra chi ha dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia nel 2021 (87,9%); su 10 italiani che conoscono la Calabria, 8 esprimono interesse a visitarla; circa il 94% degli italiani che già è stato in vacanza in Calabria ci tornerebbe nuovamente soprattutto per il clima piacevole, il buon rapporto qualità/prezzo dell'offerta il mare, i parchi e l'enogastronomia. Il passaparola resta il canale preferito (30,1%) per promuovere l'immagine, seguito dagli spazi pubblicitari offerti dalle Ota (19,6%) e l'utilizzo professionale e programmato delle attività digitai - blogging e social media marketing (18,5%). Tuttavia, emergono le criticità relative all'offerta sanitaria, i servizi di informazione per i turisti, il potenziamento infrastrutturale e i servizi di trasporto.

Dai dati ricavati dall’Osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di Commercio italiane, si conferma che l’estate 2021 è stata ancora notevolmente condizionata dagli effetti della pandemia sulle scelte di viaggio e turismo, con decisioni di vacanza concretizzatesi sempre più a ridosso delle partenze. «Nel complesso la stagione ha fatto segnare un recupero significativo con un incremento medio dei pernottamenti di circa il 30% rispetto allo stesso periodo del 2020. Significativo, all’interno del dato stagionale, l’andamento di giugno e luglio che ha fatto registrare una crescita molto sostenuta (+40%), per poi stabilizzarsi nel mese di agosto (+22%) e segnare una crescita più contenuta in settembre (+6%). La domanda turistica è stata ben superiore a quella media nazionale in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno (Sicilia e Sardegna +39%; Calabria, Puglia e Campania intorno al +33%) e in alcune aree del settentrione».

Turismo russo marginale, ma occasione persa

Turismo russo? La Calabria non ne risentirà. Le stagioni d’oro (e i “treni”) sono ormai passate e la nostra Regione, non certo i suoi imprenditori turistici, non ha saputo cogliere i segnali incoraggianti che venivano dall’oriente.

«La cosa passa quasi inosservata. Il punto più alto che abbiamo avuto di presenze turistiche russe è stato il 2017 e il 2018. Esisteva un volo charter che ha portato a contare 20 mila presenze, ma con gli arrivi dalle regioni limitrofe e i turisti fai da te non abbiamo superato le 30 mila presenze. Rispetto al volume di presenze fatte in quegli anni la presenza russa è insignificante. Ragioniamo sui 9 mln di presenze, quindi con quasi 1,8 mln di arrivi, quindi l’incidenza russa era minima. I russi hanno investito in altre regioni: Sardegna, su tutte e poi in Sicilia e in Puglia (qui anche per motivi religiosi visto che il protettore dei russi è San Nicola). Anche perché la destinazione russa nel mediterraneo è la Turchia».

Giuseppe Nucera, Presidente di Assobalneari Calabria, è tra i pionieri dell’apertura della Calabria turistica alla frontiera est. Il primo charter organizzato con turisti russi a bordo risale al 1993. Poi la crisi del rublo bloccò l’esperienza appena nata. Ma è sempre lui col suo tour operator ad organizzare la prima missione calabrese in Russia di Michele Traversa. «Anche Scopelliti ha investito molto su questo paese, facendo arrivare anche voli direttamente a Reggio Calabria, solo che in quel periodo la spazzatura arrivava fino al primo piano degli edifici e non fu certo un bel biglietto da visita. Quell’operazione, con tutto il rispetto per l’ex Presidente che ce l’ha messa tutta, si rivelò un boomerang. La politica ha tentato, ma non si fanno operazioni spot, bisogna investire. Nel 2017 e nel 2018 avevamo messo in piedi delle operazioni che avrebbero lasciato il segno».

Esperienza però che non ebbe seguito. Nucera ne fu un testimone diretto: «Io ho fatto incontrare alcuni tour operator anche con Mario Oliverio, ma ci sono situazioni che vanno al di là della politica. Anche perché gli imprenditori russi sono molto suscettibili e pretenziosi, ma gli impegni presi non sono stati mantenuti. Io ne sono testimone, perché sono stato io ad organizzare l’incontro tra Oliverio e uno dei più grossi operator russi, proprietario di alberghi e finanche aerei di proprietà. Portai l’imprenditore a Roccella, dove lo feci soggiornare, perché ritenevo che una delle destinazioni da riservare al turismo russo fosse proprio la costa jonica. Bene, avevamo l’appuntamento col presidente della Regione alle 19, ma ci ricevette alle 22. Un imprenditore di quella caratura non viene da Mosca per farsi trattare in quella maniera. Quando ti salta un contatto di questi mandi all’aria anni di lavoro, di contatti, di amicizie, di inviti, coccolamenti, e ci rimetti faccia e soldi. Un limite della politica calabrese è stato sottovalutare quest’opportunità, che forse deriva da un limite di conoscenza del settore».

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