Ecco la strategia per salvare Caridi. Da un lato si lavora al rinvio, dall'altro allo scrutinio segreto

Il sì della giunta per le elezioni di palazzo Madama arriva quando ormai è troppo tardi per consentire l’inserimento in discussione dell’arresto del senatore. Che, dunque, potrebbe essere calendarizzato anche dopo la pausa estiva

di Riccardo Tripepi
4 agosto 2016
09:22

Una corposa memoria difensiva consegnata fuori termine in cui i rapporti con le cosche vengono declassati a “clientelismo” per ottenere un rinvio di un paio di ore prima di arrivare al voto sull’arresto.


La strategia politica messa in atto da Forza Italia e Gal, contando sulla sponda di Pd ed Ncd, parrebbe aver centrato l’obiettivo. Da un lato lasciare sfogare i grillini, sempre pronti a sventolare le manette, dall’altro consentire al Senato di incardinare la discussione, che si annuncia assai complessa, sul ddl per l’editoria.


Il sì della giunta per le elezioni di palazzo Madama arriva quando ormai è troppo tardi per consentire l’inserimento in discussione dell’arresto del senatore reggino. Che, a questo punto, potrebbe essere calendarizzato anche alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva.

 

La Giunta dice si all’arresto di Antonio Caridi

 

Il che consentirebbe di far decantare la vicenda da un punto di vista politico e di impatto sociale, dall’altro consentirebbe al Senato di non sbilanciarsi ancor prima dei giudici del Tribunale delle Libertà di Reggio Calabria che dovranno pronunciarsi sulla misura cautelare richiesta per Caridi il prossimo 13 agosto.


Questa la strada maestra che il senatore e i suoi legali (fra questi anche il reggino Carlo Morace, allievo del senatore Nico D’Ascola del Nuovo Centrodestra che ha scelto di astenersi al momento della votazione). Ed è la strada che pare avere maggiori probabilità di successo.


In ultimo i big di Forza Italia stanno lavorando a costruire maggioranze in grado di respingere la richiesta di arresto nel caso in cui si dovesse arrivare immediatamente alla votazione. Lo scrutinio segreto facilita di molto il compito, rispetto a quanto accaduto in giunta per le elezioni. Le truppe centriste, nelle varie articolazioni, sono al lavoro e il Pd al Senato continua a contare ogni singolo voto. I diplomatici di Fi, Ncd, Gal e verdianiano studiano la situazione e preparano le strategie, mentre sullo sfondo si muove il progetto legato alla rifondazione di un grande centro che sta affidando le proprie chiavi a Parisi. Insomma la partita a scacchi pare essere appena iniziata.


Riccardo Tripepi

Giornalista
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