Mancano sanitari nelle guardie mediche, l’appello ai sindaci della Sibaritide: «Si pensi all'accorpamento»

VIDEO | Il dirigente del Distretto Jonio Sud si rivolge ai primi cittadini del territorio e afferma: «Occorre introdurre poi incentivi per chi esercita e manifesta la disponibilità ad operare nei centri dell’entroterra»

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di Matteo Lauria
1 dicembre 2021
15:15

«Il problema delle guardie mediche va affrontato dal punto di vista legislativo». È quanto afferma il direttore del Distretto Jonio Sud Antonello Graziano, già direttore generale dell’Asp di Crotone, che sta affrontando la delicata questione dell’assistenza continuativa nel territorio. Un settore che vive momenti difficili a causa della drammatica carenza di medici. Ne risentono i pronto soccorso e il Suem 118 colpiti da problemi analoghi relativamente al personale sotto dimensionato.

Il direttore Graziano, pone l’accento sulla scarsa convenienza economica dei medici nel decidere di optare per l’assistenza continuativa: «Occorre introdurre degli incentivi per chi esercita e manifesta la disponibilità ad operare nei centri dell’entroterra; così come è necessario eliminare i criteri d’ingresso (corsi formativi di medicina interna) a tale figura professionale che rendono difficoltosa la disponibilità dei camici bianchi a farvi accesso».


Secondo Graziano, inoltre, da una prima proiezione, della graduatoria licenziata dall’Asp di Cosenza appena «il 50% degli assunti accetterà la proposta contrattuale» anche perché il bando è stato pubblicato prima della specialistica e in molti hanno deciso per la specializzazione.

Un ultimo appello è rivolto ai sindaci del territorio. Il dirigente, in attesa che intervenga il governo nazionale, si rivolge ai primi cittadini dell’intera area Jonica affinché si ragioni nella direzione dell’accorpamento del servizio, evitando divisioni e frammentazioni frutto di quella logica secondo cui ognuno chiede una guardia medica sotto casa. «Sarebbe cosa buona e giusta, ma bisogna fare i conti con la realtà, commenta il direttore Graziano, oggi non ci sono medici disponibili e la programmazione va fatta in base ai ruoli assegnati. Il basso Jonio è fortemente sott’organico ed è da questo dato che bisogna ripartire per poter pianificare».    

Giornalista
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