Inchiesta Callidus

False residenze in case estive per non pagare l’imu: scoperti 368 furbetti a Scalea

I controlli della Guardia di finanza hanno consentito di segnalare all’Ufficio tributi del Comune l’omesso versamento della tassa per un importo complessivo di circa 830mila euro (ASCOLTA L'AUDIO)

 

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di Redazione
17 ottobre 2023
08:53
Una veduta di Scalea
Una veduta di Scalea

False residenze in case estive per non pagare l’imu. È quanto emerso dall’inchiesta Callidus. Più nel dettaglio, i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, nell’ambito dell’attività di polizia economico-finanziaria e di controllo economico del territorio, hanno eseguito una specifica attività d’iniziativa, volta al contrasto dell’evasione dell’imposta nell’ambito delle fittizie residenze presso le “case estive”, finalizzate all’indebito beneficio delle “agevolazioni/esenzioni”, che ha consentito di segnalare all’Ufficio tributi del Comune di Scalea l’omesso versamento della tassa per un importo complessivo di circa 830.000,00 euro su una base imponibile catastale di oltre 32 milioni di euro.

Il pagamento dell’imu

L’attività delle Fiamme Gialle della Tenenza di Scalea, ha interessato oltre 500 posizioni a rischio, mediante l’incrocio dei dati acquisti presso l’anagrafe comunale con le banche dati in uso al Corpo. I controlli hanno permesso di dimostrare che l’iscritto nell’anagrafe comunale non dimorasse stabilmente ed abitualmente nel luogo della residenza dichiarata quale abitazione principale perdendo, così, il diritto all’esonero dal pagamento dell’Imu. Sono stati infatti effettuati sopralluoghi mirati sugli immobili presenti sul territorio ed utilizzati come “casa vacanza” in esito ai quali, nei periodi autunnali/invernali, non hanno dato riscontro circa l’effettiva presenza di ipotetici residenti. Sono stati analizzati, inoltre, i consumi energetici che, risultati essere bassi e non rappresentativi di una stabile dimora, che hanno ulteriormente avvalorato l’assenza del contribuente per gran parte dell’anno.


In alcuni casi esaminati è stato, in aggiunta, constatato l’esercizio di attività imprenditoriali, ovvero la percezione di reddito di lavoro dipendente, in altra regione, ad una distanza tale da non permetterne il pendolarismo, dove altresì risultava la disponibilità di altro immobile o la residenza del proprio nucleo familiare. Sono 368 i contribuenti che, sfruttando il fittizio requisito della residenza, hanno omesso di versare nell’ultimo quinquennio, nelle casse del Comune di Scalea, l’Imposta municipale unica sulle abitazioni di proprietà. Il fenomeno evasivo ha coinvolto 205 cittadini italiani e 163 stranieri.

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