Operazione Crisalide, Azione Identitaria: «Il prefetto valuti invio commissione d'accesso al comune»

Il coordinatore regionale Igor Colombo: «Nessuno può restare indifferente a tutto quello che sta succedendo e le reazioni delle varie forze politiche non possono ridursi ai soliti comunicati stampa di plauso verso forze dell’ordine e magistrati»

24 maggio 2017
13:22

«Dall’operazione Crisalide, che ha assestato un altro duro colpo alle consorterie criminali in città, viene fuori in questa fase embrionale dell’ indagine un certo collegamento tra consiglieri comunali e le suddette cosche coinvolte per quanto riguarda le ultime elezioni amministrative che si sono svolte a Lamezia Terme e che sono sfociate in avvisi di garanzia».

 

È quanto sostenuto da Igor Colombo, Coordinatore Azione Identitaria Calabria.


«A finire coinvolto è il vice-presidente del Consiglio Comunale, avvisato dell’indagine a suo carico da parte degli organi inquirenti, una nuova e brutta tegola sulla Giunta guidata dal sindaco Paolo Mascaro, se a questa si aggiunge l’inchiesta sulla compravendita dei voti che riguarda il padre dell’attuale presidente del Consiglio Comunale (in pratica i primi due eletti per numero di preferenze in città).
Tutto ciò, è chiaro a tutti, non può lasciare indifferente nessuno e, nel pieno rispetto anche degli indagati che avranno tutto il tempo ed il diritto di chiarire la loro posizione, ritengo che un segnale ora dovrà arrivare da parte dello Stato.


Dagli elementi che si hanno risulta ovvio che nessuna condanna potrà essere emessa e non risulta nessuna responsabilità diretta del sindaco, perché in questo caso lui per primo sarebbe chiara vittima di un sistema machiavellico che da troppi anni persiste in città ed offende le persone oneste di Lamezia.



Noi di Azione Identitaria – continua - invochiamo immediata chiarezza e pertanto chiediamo al Prefetto di Catanzaro di valutare se vi sono le possibilità per l’invio di una commissione d’accesso anti-mafia al Comune di Lamezia Terme, per fugare qualsiasi dubbio o rischio di commistioni e connessioni tra politica e ndrangheta.



Questa è una città che non conosce pace e troppi scandali periodicamente escono fuori ed interessano più o meno direttamente lo stesso comune di Lamezia Terme.  Tale richiesta andrebbe a tutela sia di tutta l’amministrazione comunale che del sindaco in testa e di tutti i consiglieri che occupano gli scranni.  Di sicuro nessuno può restare indifferente a tutto quello che sta succedendo – conclude - e le reazioni delle varie forze politiche ed i propri rappresentanti non può ridursi ai soliti comunicati stampa di plauso verso forze dell’ordine e magistrati».

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