Criminalità organizzata, Gratteri: «La Brexit? Un vantaggio per le mafie»

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro ha parlato della situazione favorevole anche per i riciclatori professionisti: «Fino a quando la mafia non si palesa come nel caso di Duisburg in Germania la sua presenza non viene percepita»

di Redazione
4 aprile 2017
11:09
Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

Brexit e affari illeciti. Un binomio “vincente” secondo il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri che, in una dettagliata intervista pubblicata su “Il Sole 24ore”, ha affrontato la controversa vicenda dell’uscita dall’Europa della Gran Bretagna. Il procuratore ha illustrato i vantaggi per le mafie quanto per i riciclatori “professionisti”.

 


«Da quello che emerge sotto vari punti di vista, compreso ciò che si rileva dalle indagini – sostiene il procuratore - la situazione è già piuttosto preoccupante e quindi già ampiamente favorevole alla criminalità organizzata».

 

Fino a pochi anni fa rintracciare la “longa manus” del crimine organizzato italiano nel tessuto economico e sociale del Regno Unito era pressoché operazione difficoltosa: «Nonostante ciò, come da più parti indicato, si dà per scontato che le organizzazioni criminali italiane abbiano infiltrato il tessuto economico britannico e, secondo quanto riferito dai più influenti ambienti giornalistici, accademici e intergovernativi, stanno sfruttando le possibilità offerte dal mercato del Regno Unito cosi come stanno traendo vantaggio dalle debolezze del medesimo sistema».

 

Eppure, come rimarcato dal procuratore Gratteri: «Viene da domandarsi come mai da un lato si dice che la presenza delle mafie sia massiccia e dall'altro per molti anni non si siano registrate inchieste da parte degli organi investigativi britannici. Si potrebbe dire che fino a quando la mafia non si palesa come nel caso di Duisburg in Germania la sua presenza non viene percepita».

 

Impossibile, allo stato attuale, avere una visione sullo scenario del dopo Brexit ma «se si dovrà passare attraverso una rinegoziazione degli accordi che permettono al Regno Unito di essere presente in organismi quali Europol o Eurojust allora saremo costretti a fare enormi passi indietro e rischieremo di perdere per un lungo periodo di tempo il confronto con la criminalità. Per non parlare di strumenti quali il mandato di arresto europeo».

 

Per il futuro: «Se è vero che sia convincimento comune il fatto che contrastare la criminalità organizzata sia importante e, pertanto, che creare le condizioni per una efficace cooperazione giudiziaria e di polizia sia fondamentale – specifica il magistrato-  allora occorrerebbe incontrarsi per spiegare quali sono le rispettive necessità e parimenti le rispettive difficoltà. (g.d’a.)

 

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