Bovalino, nei beni strappati ai clan una biblioteca e un centro per l'impiego

Servizi pubblici nei locali confiscati alla 'ndrangheta. Il sindaco Maesano esulta: «Esempio di buona amministrazione»

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di Ilario  Balì
5 dicembre 2019
10:28

Da beni confiscati a beni comuni. A Bovalino è stata forte l’emozione per la riconsegna alla comunità di due immobili sequestrati ai clan di San Luca. I locali di uno stabile della centralissima via Calfapetra saranno da oggi le sedi della biblioteca comunale dedicata allo scrittore Mario La Cava e degli uffici del centro per l’impiego. I servizi pubblici fino ad ora erano destinati in immobili privati, con notevole aggravio per le casse dell’Ente. L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Vincenzo Maesano, dopo tanti anni di inerzia, è riuscita a trovare loro una sicura collocazione. «E’ stato un lungo iter amministrativo – ha spiegato il primo cittadino bovalinese – ma riteniamo di aver operato bene dando esempio di buona amministrazione».

L’inaugurazione, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, ha voluto trasmettere un messaggio di legalità, intesa come coerente comportamento civico. «Destinare beni confiscati è attività complessa – ha affermato il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani – con un grande lavoro alle spalle da parte delle forze dell’ordine. Certamente bisogna fare in modo che le assegnazioni avvengano con una tempistica accettabile».

Giornalista
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