Coronavirus, presunto boss vibonese lascia il carcere a causa dell'emergenza

Ai domiciliari il 79enne Domenico Camillò, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Rinascita-Scott. Il gip di Catanzaro lo ha scarcerato perché il penitenziario di Caltanissetta non sarebbe in grado di curarlo in caso di infezione da Covid-19

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di Redazione
16 aprile 2020
16:46

Lascia il carcere perché in caso di coronavirus la struttura penitenziaria di Caltanissetta non sarebbe in grado di curarlo e, data l'età e le attuali condizioni di salute, alto sarebbe il rischio di decesso. Con questa motivazione, il gip distrettuale di Catanzaro ha scarcerato e posto agli arresti domiciliari Domenico Camillò, 79 anni, di Vibo Valentia, finito in carcere a dicembre nell'operazione antimafia della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro denominata "Rinascita-Scott".

 

Si tratta della terza scarcerazione nell'ambito dell'inchiesta "Rinascita-Scott" motivata a causa dell'emergenza sanitaria da coronavirus. Nei confronti di Domenico Camillò, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Walter Franzè, l'accusa di associazione mafiosa, indicato dal gip come il massimo esponente della 'ndrina dei Pardea di Vibo Valentia e promotore di un nuovo "locale" di 'ndrangheta nel 2012 nella città di Vibo Valentia.

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