Covid Castrovillari, ristoratori divorati da incertezza in attesa delle scelte del Governo

VIDEO | Hanno investito in vista di Natale e Capodanno, ma ancora una volta rischiano di dover chiudere: «Rispettato sempre i protocolli ma non possiamo continuare spendere senza lavorare»

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di Vincenzo Alvaro
17 dicembre 2020
21:30

Amarezza ed incertezza. È il sentimento che accompagna i ristoratori di Castrovillari, che dopo un timido accenno alla ripartenza, ed in attesa delle decisioni del Governo sulle festività natalizie, si ritrovano di nuovo ad un passo dalla chiusura dei locali.

 


Il ritorno alla zona gialla aveva subito fatto partire le organizzazioni per i giorni clou delle festività di fine anno, che oggi rischiano di rimanere un amaro ricordo che porta con se anche i debiti per gli ordini delle materie prime già richieste.

 

«Alcuni di noi si sono organizzati per il pranzo di Natale e capodanno, investendo capitali per questo evento - racconta Daniela Morrone de La Locanda di Alia - adesso se il governo deciderà di chiudere completamente queste fatture, mi chiedo, chi le pagherà?».

 

Gli fa eco Andrea Diodati, chef residente di Origini locale nato da tre anni e che nell'anno che aspettava di spiccare il volo ha subito un duro passo indietro rispetto alle aspettative. «C'è amarezza. Ci abbiamo creduto tanto, adattandoci in tutte le maniere, rispettando i protocolli di sicurezza. Oggi richiudere è un'ulteriore sconfitta per noi».

 

Il giovane ristoratore racconta di aver investito «tempo e risorse per programmare un Natale con menù da asporto per la vigilia», mentre per il giorno del 25 «avevamo organizzato per essere aperti quindi avevamo fatto partire dei preordini» che ora si spera di poter annullare.

 

Il problema fondamentale e non avere la sicurezza sul futuro prossimo mentre le spese fisse dei locali continuano ad essere una spada di damocle per la sopravvivenza delle attività. «Ci troviamo in grande difficoltà» aggiunge Daniela Morrone. Gli aiuti di Stato sono stati «una goccia in mezzo al mare» perché le strutture hanno delle spese fisse che non sono state soddisfatte dagli aiuti del Governo.

 

I ristoratori sono stanchi di sentirsi «gli untori» ed il futuro è davvero molto incerto. «Ce la stiamo mettendo tutta» - aggiungono - ma il rischio di chiudere è dietro l'angolo per tutti. La crisi del settore Horeca è davvero senza precedenti, aggiungo i più longevi, per questo «chiediamo che ci venga data la possibilità di lavorare, con le giuste restrizioni». Ma la voglia è quella di tornare a fare il lavoro «che amiamo».

 

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