Tutto come prima

Eletto il Csm: è il trionfo delle correnti, la riforma Cartabia non limita il potere del “sistema”

Le toghe italiane hanno scelto i rappresentanti per Palazzo dei Marescialli. Successi straordinari per Magistratura indipendente e AreaDg. Bene Unicost, male Md. C'è un solo indipendente

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di Antonio Alizzi
24 settembre 2022
20:15
Palazzo dei Marescialli a Roma, sede del Csm
Palazzo dei Marescialli a Roma, sede del Csm

Quando Silvio Berlusconi nel 1994 conquistò per la prima volta nella sua storia politica Palazzo Chigi, una buona parte degli italiani negava di averlo votato. Così è stato anche per le elezioni del Consiglio superiore della magistratura. Vi ricordate lo scandalo Palamara e cosa dicevano i magistrati negli incontri pubblici?

Le correnti erano il male della magistratura italiana ed era arrivato il momento di portare a Palazzo dei Marescialli il più alto numero di togati indipendenti. Ebbene, sapete com’è andata a finire? Le correnti associative della magistratura italiana hanno stravinto. Un trionfo. Una bocciatura, quindi, per la riforma voluta dal ministro della Giustizia Marta Cartabia, la quale, modificando la legge elettorale, pensava di infliggere un duro colpo alle correnti della magistratura. In sostanza, gli ha fatto il solletico.


Elezioni del Csm, chi sono i nuovi consiglieri togati

Successo straordinario per Magistratura indipendente, corrente moderata, che ha eletto ben sette consiglieri togati, tra cui il presidente del tribunale di Crotone, Maria Vittoria Marchianò, cosentina di San Demetrio Corone, comune arbëreshë in provincia di Cosenza. Gli altri sono Paola D’Ovidio, Eligio Paolini,  Dario Scaletta, Maria Luisa Mazzola, Bernadette Nicotra e Edoardo Cilenti.

Festeggia e non poco anche AreaDg, associazione considerata vicine a posizioni di sinistra, che ottiene ben sei consiglieri: Antonello Cosentino, Maurizio, Mariafrancesca Abenavoli (originaria di Reggio Calabria, ma in servizio presso l’ufficio gip di Torino), Marcello Basilico, Tullio Morello e Genantonio Chiarelli. 

Poi c’è Unicost (Unità per la Costituzione) che dopo essere stata travolta dal caso Palamara, ha retto bene. Sono stati eletti infatti quattro magistrati: Marco Bisogni, Michele Forziati, Roberto D’Auria e Antonino Laganà. Quest’ultimo è un consigliere della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Gli altri consiglieri togati sono Domenica Miele (Magistratura democratica), Roberto Fontana e Andrea Mirenda, l’unico togato indipendente che ce l’ha fatta ad entrare nel nuovo Consiglio Superiore della Magistratura. Fuori dai giochi il pm Henry John Woodcock.

Quali saranno gli equilibri nel prossimo Csm

Le ultime votazioni per il rinnovo del Csm ci consegnano dunque un nuovo “parziale” Plenum caratterizzato sostanzialmente da due correnti: Magistratura Indipendente e AreaDg. Cosa cambierà da domani? Ovviamente la nuova composizione avrà un peso determinante nelle scelte future. Il cosiddetto “Sistema” è vivo e vegeto. Già entro la fine del 2022 capiremo se la musica sarà diversa. Sulle scelte degli incarichi direttivi e semi-direttivi conteranno ancora gli accordi o prevarrà il “libero pensiero” che ogni magistrato dovrebbe avere per individuare il collega più adatto a guidare un tribunale, una procura o una sezione? Chi vivrà, vedrà.

Il nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, infine, entrerà in carica dopo l’insediamento delle due Camere e durerà quattro anni.

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