Lavanderia incendiata a Sibari, probabile la mano del racket

Terzo attentato incendiario in poco più di un mese. La vittima è Luigi Sauve, noto imprenditore romano che ha scelto la Sibaritide come terra in cui investire per fare turismo

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di Marco  Lefosse
10 gennaio 2019
17:07
Il luogo dell’incendio
Il luogo dell’incendio

Probabilmente c’è la mano del racket nell’attentato incendiario che quest’oggi ha colpito il Marluse (ex Golf Village) di Sibari di proprietà di Luigi Sauve. Che non possa trattarsi di un caso lo dicono gli eventi. È già il secondo rogo che in poche settimane colpisce una struttura dell’imprenditore turistico. Ad essere colpita per prima fu la sala ricevimenti “Giunone” del Minerva Resort. Se a questi eventi si aggiunge anche l’incendio di un’auto di una persona molto vicina allo stesso Sauve, è il terzo indizio che fa la prova.

 

Sull’accaduto sono a lavoro gli inquirenti. Ad andare in fumo, oggi, è stata la lavanderia della struttura ricettiva che serve tutti i villaggi gestiti dal gruppo diretto da Sauve. Tutta la biancheria è andata in fumo e i danni si aggirano attorno ai 150mila euro. La struttura è coperta da assicurazione.

 

Luigi Sauve, romano di nascita e calabrese per scelta, è uno degli imprenditori turistici più virtuosi della Sibaritide avendo creduto in questo territorio dove ha realizzato ben tre strutture ricettive con 2500 posti letto e oltre 500 posti di lavoro.

Giornalista
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