“Incastrati” dalle immagini di videosorveglianza: sgominata banda di ladri a Cosenza (FOTO)

Non un’attività sporadica ma una “pervicace capacità di delinquere” da parte degli indagati che avrebbero agito con freddezza e determinazione nella perpetrazione dei reati dimostrando una “particolare capacità criminale”

di Giuseppe Baglivo
5 gennaio 2017
09:00

Vini pregiati, cassette di olio, oltre cento chili fra salumi e formaggi, televisori, denaro contante per oltre 6 mila euro, una telecamera, tre monitor, computer, telefoni cellulari, palmari, proiettori, materiale informatico e persino gli snack dei distributori automatici. Non si sarebbero fatti mancare nulla i ladri seriali arrestati a seguito di un’operazione congiunta portata a termine dai carabinieri e dalla polizia con il coordinamento della Procura di Cosenza diretta dal procuratore capo Mario Spagnuolo. Nel mirino dei ladri – che spesso agivano con il capo coperto dal cappuccio del giubbino - anche le borse di due donne, una rubata mentre la proprietaria era tranquillamente seduta su una panchina di corso Mazzini a Cosenza.


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Ad avviso del gip, gli indagati avrebbero agito con freddezza e determinazione nella perpetrazione dei reati dimostrando una “particolare capacità criminale” e la sussistenza di un’attività di natura delinquenziale di carattere seriale particolarmente pericolosa.


Non un’attività sporadica, dunque, ma una “pervicace capacità di delinquere” da parte degli indagati, tutti con personalità dedite al delitto e “patologicamente insofferenti ad ogni misura di controllo della pacifica convivenza dei consociati e della sicurezza del loro patrimonio”. Nonostante la sorveglianza speciale, uno degli arrestati – Mirko Capizzano - è accusato di aver compiuto un furto pluriaggravato nella sede della Cgil di Cosenza, mentre Francesco Spina (già condannato da cinque condanne definitive per il reato di evasione) è accusato di aver compiuto tre furti pluriaggravati nel giro di due settimane prendendo di mira pure due stabilimenti pubblici.


Francesco Pace è invece accusato di aver compiuto una vera e propria “razzia ai danni del ristorante Peccati di Gola di Camigliatello Silano, “depredando all’interno del locale ogni bene mobile di valore”. Il tutto, nonostante Pace fosse sottoposto al regime della sorveglianza speciale per due anni. Anche la figura di Luca Cristiano viene definita dal gip come quella di un soggetto che crea “notevole allarme sociale” al pari di Mario Sacco, altro soggetto con diversi precedenti penali alle spalle.


Ad incastrare i ladri è stata la visione – da parte di polizia e carabinieri – della immagini di diversi impianti di videosorveglianza presenti sui luoghi di consumazione dei reati. Nel mirino dei malviventi sono finiti pure una scuola ed il bar del centro sportivo Skorpion di Rende.

 

Giuseppe Baglivo

Giornalista
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