Impianti pubblicitari, il Comune di Vibo decide “a caso” se sono irregolari

VIDEO | Non sembra esserci logica nella guerra dichiarata dall’Amministrazione comunale contro le istallazioni stradali. Cartelloni chiaramente abusivi resistono, mentre chi cerca di rispettare le regole viene colpito

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di Agostino Pantano
20 novembre 2019
20:03

A Vibo Valentia, con sospetta morbosità, si torna a parlare di impianti pubblicitari irregolari. Ma mentre il Comune non ha ancora varato quel regolamento più volte promesso, si scopre che quella che troppo superficialmente chiamano giungla, in realtà, è un opaco gioco di specchi dove si vede o non si vede a seconda delle convenienze.
Eppure, recentemente l’ente ha licenziato un atto con cui paga una ditta – la Romano di Ionadi - per rimuovere un numero imprecisato di strutture abusive al costo di 48.288 euro.
In effetti l’impresa, nota per i tanti affidamenti sotto soglia – ovvero per importi che non obbligano a effettuare gare pubbliche – nella zona vicino alla Scuola di polizia ha rimosso anche un impianto che era della società Pubbliemme. Ma girando in città si scopre che le stesse violazioni del codice della strada che sono valse nel caso della società di Vibo Marina, non trovano la stessa punizione negli uffici in riferimento ad altre imprese che operano nel settore della pubblicità. Si vedono ovunque cartelloni che ostruiscono la visuale e che sembrano autorizzati con inserzioni a penna. Pannelli della reclame che le ditte buttano dove capita, inquinando l’ambiente.
Strutture che sorgono vicine alle strade, oppure troppo a ridosso della segnaletica e in altri casi troppo prossime agli accessi stradali creando una situazione di grosso pericolo per chi dovesse andare a sbatterci.
Tutti impianti formalmente a norma, provvisti di targhetta identificativa, anche se su viale Affaccio si trova una struttura abusiva dove si continuano ad affiggere i cartelloni.
Per capire se il segretario generale Domenico Scuglia ha ricevuto relazioni dettagliate sugli abusi – in vista di altre carte che magari lo informano sulla futura lotta contro altri evidenti abusi – siamo andati a cercarlo in Municipio.
Il dirigente non si trova e non resta che aspettare, se non il regolamento – che ormai sembra un “libro nel sogno” che solo le aziende pronte alla sfida commerciale chiedono – almeno un chiarimento: ma nel Municipio chi sceglie quali abusi sanzionare e quali tollerare?

 

Giornalista
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