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Fu ucciso nel 2002 lungo la strada che collega Lamezia Teme con Maida intorno alle 23 di sera, mentre rientrava a casa dal suo studio. I killer lo affiancarono con la loro auto per poi iniziare a sparare con un fucile caricato a pallettoni, crivellando l'auto. Lui, Torquato Ciriaco, noto avvocato lametino, ferito al fianco sinistro, si schiantò contro un muro.

di Tiziana Bagnato
21 aprile 2015
14:50

Ora a tredici anni dalla morte, il pm Elio Romano ha chiesto l’ergastolo per tutti gli imputati dell’omicidio. Si tratta di Tommaso Anello, 51 anni, ritenuto il boss dell’omonima cosca,  Giuseppe e Vincenzino Fruci, di 46 e 39 anni.


Secondo l’accusa, Ciriaco sarebbe stato ucciso perché voleva acquistare un’ azienda di costruzioni che la cosca avrebbe voluto, invece,  finisse ad un imprenditore vittima delle loro estorsioni.



La Dda di Catanzaro è riuscita a ricostruire il movente e le modalità dell’omicidio attraverso una serie di dichiarazioni rese da un pentito. Proprio un pentito, infatti, prima che decidesse di collaborare con la giustizia, era stato incaricato dalla cosca di studiare tutte le abitudini dell’avvocato. La direzione distrettuale antimafia ha anche ricostruito, non solo la dinamica ed il movente del delitto,  ma anche i termini in cui era stato pianificato, come i ruoli erano stati distribuiti e come si operò poi per cercare di eliminare ogni traccia.  
La prossima udienza è fissata per fine maggio. 

 

Tiziana Bagnato

Giornalista
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