Coronavirus, le misure anti-contagio del Comune di Cosenza

Ordinanza di Mario Occhiuto: chiusi i centri anziani, vietati gli assembramenti davanti ai locali. Il sindaco si appella ai giovani: «Dateci una mano»

di Salvatore Bruno
6 marzo 2020
14:50

L'ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, dispone una serie di prescrizioni in attuazione del Decreto sulla prevenzione del contagio da coronavirus, emanato dal Governo Conte.

Chiusi i centri anziani

Tra i provvedimenti assunti, sono stati chiusi nei centri anziani comunali di Via Popilia, Via Milelli, Serra Spiga e Donnici Inferiore, fino a 3 aprile. «Misura necessaria - si legge nell'ordinanza - proprio perché la fascia di popolazione che fruisce dei servizi degli stessi centri è composta da persone in età avanzata e come tali particolarmente vulnerabili».

Locali a rischio

Inoltre, la ristrettezza dei locali rapportata all'afflusso medio dei frequentatori dei centri stessi non avrebbe consentito il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro raccomandata per evitare rischi sanitari. Il personale comunale in servizio nei centri anziani è stato temporaneamente assegnato al Settore Welfare.

Divieto di assembramento

Il sindaco inoltre, ha disposto che tutti i locali pubblici affiggano, in maniera ben visibile, apposito cartello contenente le prescrizioni emanate dal Governo, raccomandando inoltre di evitare, segnatamente all'esterno di bar e ristoranti, assembramenti di persone tali da non garantire la distanza minima interpersonale di un metro. Il rispetto delle prescrizioni sarà assicurato da una serie di servizi di vigilanza straordinaria programmati dalla polizia municipale.

I ragazzi ci diano una mano

«Dobbiamo chiedere anche ai nostri ragazzi di darci una mano e di essere più responsabili nei confronti delle loro famiglie e dei nonni che sono le persone più vulnerabili - ha affermato Mario Occhiuto in un post sui social - Dobbiamo spiegare loro la gravità della situazione in modo che non sostituiscano la scuola con altri luoghi di affollamento. Nei bar, nei locali e nei luoghi di ritrovo anche all’aperto è necessario limitare al massimo i contatti e il rischio di contagio».

Giornalista
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