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Processo disciplinare contro Facciolla, udienza fiume: sentiti quattro magistrati

Seduta a Palazzo dei Marescialli contro l’ex procuratore di Castrovillari. Ascoltati anche Primicerio, Bombardieri, Continisio e Draetta. I pm del Pollino: «Non ci ha mai chiesto di indagare su Luberto e Gratteri»

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di Antonio Alizzi
20 luglio 2022
07:15
Eugenio Facciolla
Eugenio Facciolla

L’udienza più importante del processo disciplinare contro il magistrato Eugenio Facciolla si è svolta, senza dubbio, ieri pomeriggio, quando a Palazzo dei Marescialli sono comparsi quattro pm e due operatori di polizia giudiziaria. Assenti tre testi: Paolo Orofino, giornalista, Nicola Inforzato, e Graziano Santoro. La citazione è stata disposta anche per il 19 settembre 2022.

Nel corso dell’istruttoria, sono stati sentiti tre pubblici ministeri che lavoravano insieme a Facciolla a Castrovillari, vale a dire Luca Primicerio, Angela Continisio e Valentina Draetta, e l’attuale procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri.


Processo contro Facciolla, ecco il luogotenente Sorrenti

Il primo ad essere escusso è stato il luogotenente dell’Arma dei carabinieri Massimo Sorrenti, in servizio presso il Ros, sezione anticrimine di Catanzaro, distaccamento di Cosenza. Sorrenti, dal punto di vista investigativo, ha seguito Facciolla per quasi 20 anni: da “Ciak” a “Tela del Ragno”. E ha partecipato all’interrogatorio del collaboratore di giustizia Franco Bruzzese, il cui pentimento - secondo il primo capo d’incolpazione - Facciolla avrebbe rivelato a Inforzato.

Dall’esame di Sorrenti, è emerso tutto l’iter che veniva seguito per ascoltare i collaboratori di giustizia. «Gli interrogatori vengono organizzati secondo questo schema: la scelta viene fatta sempre dal pubblico ministero, poi bisogna fare un distinguo. Se il pentito è detenuto si fa in carcere, altrimenti si individua un luogo dove sentirlo, all’interno di una caserma dei carabinieri». E fa alcuni esempi: «Nell’indagine Luce e Luce bis abbiamo fatto delle ricognizioni di luoghi per cercare il cadavere di Luce. Con Gennaro Bruni, in “Tela del ragno”, andammo in tutti i luoghi in cui avvenivano gli incontri tra i clan». Ma Sorrenti, ha dichiarato in aula, non ha mai saputo di «fughe di notizie», nell’ambito delle attività svolte dal dottor Facciolla. «Nel 2016 ho partecipato a un interrogatorio in un commissariato di polizia, insieme a Facciolla. In quel periodo lavorava presso la procura generale di Catanzaro, ma era stato applicato a quel procedimento, ovvero “Tela del ragno”. Dopo questa inchiesta uscirono altri pentiti, da Foggetti a Lamanna. Ricordo che il collaboratore Bruzzese», ex capo società del clan “Rango-zingari” di Cosenza, «arrivò con la scorta e nell’ambiente si seppe subito del suo pentimento perché revocò l’avvocato di fiducia. Se conosco Inforzato? No, ed escludo che fosse presente all’interrogatorio di Bruzzese».

Processo contro Facciolla, la testimonianza del pm Luca Primicerio

Poi è stata la volta del pubblico ministero Luca Primicerio, magistrato di prima nomina nel 2017, anno in cui mise piede in procura a Castrovillari. «I rapporti con il dottor Facciolla sono stati buoni, con lui non ho mai avuto problemi di sorta. Se informavo il procuratore? Lo facevo solo con i procedimenti più importanti. Era un’informazione che davo in modo spontaneo. Se non ero in ufficio, in alcuni casi anche telefonicamente comunicavo con lui, magari anche via whatsapp». L’avvocato Ivano Iai, difensore di Facciolla, ha in seguito aperto l’argomento Greco, nota famiglia imprenditoriale di Cariati. «Presi l’inchiesta dalla dottoressa Giuliana Rana», trasferitasi alla procura di Marsala, dove ha coordinato la riapertura dell’indagine sul rapimento di Denise Pipitone «e qualche mese prima ricordo che fu iscritta nel registro degli indagati Filomena Greco, all’epoca sindaco di Cariati. Era una proroga senza bando di un appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti. Feci una nuova iscrizione e avviai l’attività d’intercettazione e informai Facciolla di questo, era un procedimento importante e il procuratore lo doveva sapere». Primicerio, tuttavia, nel 2019 aprì una nuova indagine con l’ipotesi di corruzione e una successiva, poi archiviata, per associazione a delinquere semplice. «Con Facciolla sentimmo il segretario comunale di Cariati, ma il procuratore non ha mai interferito con la mia persona». E ancora: «Facciolla non mi ha mai chiesto di aprire indagini verso colleghi magistrati né mi ha chiesto informazioni utili al fine di difendere la sua posizione nei processi penali e disciplinari e inoltre non mi ha detto di riascoltare intercettazioni quando non era più procuratore di Castrovillari».

L’avvocato Iai ha domandato se Facciolla avesse detto a Primicerio di voler «fare la guerra» ai magistrati Vincenzo Luberto e Nicola Gratteri. «In ufficio si sapeva che non correva buon sangue con Luberto, ma non ha mai detto di voler fare la guerra e non mi ha mai invitato a compiere accertamenti su Luberto».

Prima del trasferimento di Facciolla a Potenza, a Castrovillari ci fu una riunione di coordinamento tra i pm Luca Primicerio e Angela Continisio, in quanto alcune posizioni investigative combaciavano, come quella di Saverio Greco, rinviato a giudizio da poco per il fallimento del gruppo Novelli “Alimenti italiani”. La procura di Castrovillari, sul punto, contesta il reato di bancarotta fraudolenta. La prima udienza, come ha dichiarato la dottoressa Angela Continisio, inizierà a settembre 2022.

Primicerio, tuttavia, ha spiegato che dopo la partenza di Facciolla verso Potenza, non ha mai parlato delle inchieste contro i Greco al suo ex procuratore. La procura, ad onor di cronaca, contesta anche alcune intercettazioni telefoniche tra i due, alcune divenute argomento di scontro con la difesa. «Appresi la notizia del trasferimento - ha ricordato Primicerio - attraverso i colleghi, e ricordo che il personale amministrativo disse che fu notificato un provvedimento alla casella di posta ufficiale. A Potenza andò a fine gennaio, inizio febbraio. Gli mandai i messaggi di Pasqua, e nel 2021 sono andato a trovarlo a casa».

Nel controesame, il procuratore generale Giovanni Di Leo ha chiesto delucidazioni sull’ultimo periodo di Facciolla a Castrovillari. «Cosa accadde a Castrovillari quando si seppe del trasferimento? Il procuratore Facciolla è venuto in ufficio altre volte, ma non ho percepito una differenza rispetto alla precedente notifica. Forse facemmo anche una riunione per la distribuzione dei procedimenti più importanti. Ricordo che abbiamo fatto una cena di saluto prima di Natale a Cosenza e poi non l’ho più visto perché era in malattia».

Poi spunta una telefonata richiamata negli atti dalla procura di Salerno, in una delle tante richieste di archiviazioni. La procura generale pone una domanda e la difesa fa notare che quella intercettazione non esiste. «Questa conversazione esiste ed è allegata alla richiesta d’archiviazione della vituperata procura di Salerno» ha replicato il procuratore generale, aggiungendo che «se non dovesse esistere, saremo ben lieti eventualmente di chiedere l’assoluzione del dottor Facciolla», ha ironizzato, suscitando in un momento diverso la reazione di Facciolla che ha detto in aula come nei brogliacci «sono riportate cose opposte», in riferimento alle conversazioni con Primicerio.

Infine l’ultimo passaggio riguarda i tabulati telefonici di Filomena Greco. «Nell’informativa la Finanza aveva messo tutto. C’era stato un tentativo del sindaco di mettersi in contatto tramite qualcuno con Gratteri, ma non so se andò in porto la cosa, e comunque Filomena Greco effettuò ricerche su internet su Facciolla». Conclusa la lunga deposizione di Primicerio, la difesa di Facciolla ha chiamato a testimoniare il procuratore Bombardieri.

Processo contro Facciolla, le parole di Bombardieri

«Ho prestato servizio a Catanzaro come procuratore aggiunto dal 2012 fino al 2018» ha esordito così il capo della procura di Reggio Calabria, in attesa di capire se la quinta commissione si orienterà su Seccia, che aveva vinto il ricorso al Consiglio di Stato contro la sua nomina, o confermerà la decisione assunta nel 2018. «Ho conosciuto Facciolla quando arrivai a Catanzaro, lui era in procura generale e aveva un’applicazione alla Dda, in un’area che non era di mia competenza», ma i due hanno collaborato in un’indagine su “Calabria Verde”. «A Castrovillari se non ricordo male si indagava sugli appalti boschivi, mentre noi a Catanzaro investigavamo sulla gestione del personale da parte del presidente Furgiuele». Nel frattempo, Facciolla fu applicato a “Tela del ragno”, dopo un confronto con l’allora procuratore generale di Catanzaro Mazzotta.

L’altra questione trattata è la conoscenza diretta con il giornalista Paolo Orofino, cronista giudiziario del “Quotidiano del Sud”. «Quando arrivai a Catanzaro, mi fu presentato da un collega. Lo vedevo spesso in procura, e seguiva “Calabria Verde”, fece articoli prima dell’indagine. Orofino aveva scritto qualcosa sulla dirigenza di “Calabria Verde”, all’epoca fu aperto un modello 45. Il nomignolo “Cicciobello”? Era un riferimento al politico cosentino, Ferdinando Aiello» e quindi non a Gratteri, come emerge dal capo d’incolpazione. «Se sono a conoscenza dei rapporti tra Gratteri e Facciolla? Sicuramente dal 2016 anche in mia presenza hanno interloquito, in quanto Facciolla era titolare di una procura del Distretto giudiziario di Catanzaro. In quel periodo mi occupavo dell’area tirrenica, e quindi non ho assistito a riunioni di coordinamento, ma interlocuzioni sì».

Processo contro Facciola, parola ad Angela Continisio

Angela Continisio, ex pm della procura di Castrovillari, da poche settimane è in forza all’ufficio inquirente di Matera, ma fino all’altra volta seguiva il procedimento penale sul fallimento del gruppo Novelli “Alimenti italiani”. «Facciolla era co-assegnatario del fascicolo, che nasceva da un modello 45 in seno al quale io partecipai all’udienza per il concordato preventivo alla presenza del debitore, poi divenuto indagato, nella persona di Saverio Greco, chiedendo l’inammissibilità dello stesso. Nel marzo 2018 fu adottato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza aventi ad oggetto le società che nell’ipotesi accusatoria erano oggetto di distrazione per il reato di bancarotta. Nelle intercettazioni - ha detto il pm Angela Continisio - Saverio Greco manifestava acredine contro Facciolla, le sue parole erano molto aggressive. Diceva: “gli farò vedere io”. Facciolla fu informato e quelle conversazioni vennero inviate a modello 45 alla procura di Salerno». Ma in quel procedimento, la procura di Castrovillari ebbe la possibilità di ascoltare intercettazioni tra magistrati di Cosenza e alcuni esponenti della famiglia Greco, nonché con un giudice della Corte d’Appello di Catanzaro, già in servizio a Castrovillari.

«Sul comune di Cariati – ha evidenziato Angela Continisio – ci fu una riunione prima del trasferimento disciplinare del dottor Facciolla. Vi era una coincidenza soggettiva: uno degli indagati del mio fascicolo era anche indagato nel procedimento del collega Primicerio». E ancora: «Nella maniera più assoluta Facciolla non mi ha mai chiesto di indagare su altri magistrati né ha fatto pressioni sul mio operato investigativo. Facciolla è stato un dirigente onesto, corretto. L’ultima volta lo vidi a casa sua, andai a trovarlo per sapere come stesse nel dicembre 2019, poi dopo il suo trasferimento venne una volta in ufficio a ritirare le sue cose e ci salutò».

Processo contro Facciolla, l’esame della dottoressa Valentina Draetta

«Sono stata vicario della procura di Castrovillari da agosto-settembre 2019 fino al 4-7 febbraio 2020. Sono la più anziana di servizio presso la procura di Castrovillari, ma per una questione di incompatibilità ho rinunciato al ruolo, in quanto sono sposata con un collega che lavora insieme a me». Pensieri e parole di Valentina Draetta, sentita dall’avvocato Ivano Iai. «Mai ricevute da Facciolla pressioni o condizionamenti d’indagine, altrimenti li avrei subito denunciati, essendo un pubblico ministero». La dottoressa Draetta inoltre non ha mai seguito indagini contro i Greco.

Processo contro Facciolla, l’ultima testimonianza

L’ultimo ad essere interrogato è stato il colonnello della Guardia di Finanza, Valerio Bovenga, ex comandante del gruppo di Sibari. «Con Facciolla e la procura di Castrovillari abbiamo svolto un grande lavoro investigativo, che ha portato anche all’esecuzione dell’ordinanza “Demetra”. Per quanto di nostra competenza, seguimmo l’indagine su “Alimenti italiani”, poi acquisita dal gruppo iGreco. Ma Facciolla non ha mai chiesto di eseguire accertamenti sui magistrati di Catanzaro». Il processo si concluderà entro il 25 settembre prossimo.

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