Corigliano, proteste all’ospedale: «Polo Covid sia separato da altri reparti»

Il Movimento del territorio invoca pianificazione nelle scelte sanitarie: «Serve personale specializzato»

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di Matteo Lauria
19 novembre 2020
11:54
La protesta a Corigliano
La protesta a Corigliano

Polo covid a Rossano e reparti sanitari a Corigliano. È quanto chiede a gran voce il “Movimento del Territorio” che questa mattina ha organizzato un sit-in pacifico di protesta dinanzi al presidio ospedaliero “Guido Compagna” dell’area urbana di Corigliano. Il periodo è drammatico e vi è necessità di una sanità efficiente, in grado di garantire la massima sicurezza sia per il personale sanitario sia per gli utenti. Il sistema attuale è estremamente vulnerabile, rilevano i manifestanti, considerati anche i problemi esistenti di tracciabilità dei contagi. La situazione, evidenziano, è «fuori controllo» e si ha paura a recarsi in ospedale, anche per esami di routine, per il rischio di contagi.

L'esposto in Procura

Il movimento, che fa capo a Pasqualina Straface, ha già presentato un esposto in Procura chiedendo tutte le azioni possibili a tutela della salute, mentre si fa appello al sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi e al Direttore sanitario dello Spoke affinché venga rimodulato il piano sanitario cittadino.


«La situazione peggiora di giorno in giorno – tuona Pasqualina Straface - chiudono i reparti perché il personale viene dirottato, attraverso specifici ordini di servizio, nel Polo Covid. Ma molti medici hanno paura e alcuni di loro si mettono in malattia. Lo stiamo dicendo da tempo: c’è bisogno di reclutare personale appositamente formato, non di svuotare i reparti come sta accadendo ora».

Polo Covid separato da reparti

La proposta è quella di separare il Polo Covid dal resto dei reparti, avendo due stabilimenti ospedalieri a disposizione: «Chiediamo che venga rivisto il piano sanitario cittadino affinché al “Giannettasio” di Rossano resti il Polo covid e gli altri reparti vengano trasferiti al “Compagna” di Corigliano. Ovviamente il discorso potrebbe valere anche al contrario, l’importante è che si ponga fine alla promiscuità esistente che determina un elevato rischio di contagio».

 

La Straface ricorda come anche Jole Santelli fosse contraria alla ubicazione dei Poli covid in strutture miste, ritenendo più adatti gli ospedali Hub al fine di evitare pericoli di infezione anche in altri reparti. Accennando ad una corresponsabilità, in riferimento a quanto disposto nei mesi scorsi dall’allora commissario dell’Asp di Cosenza Zuccatelli e lo «sbandieramento della nascita del Polo Covid a Rossano come una vittoria» da parte del sindaco Stasi e del Ds Carino, la Straface si rivolge al primo cittadino: «Sin dal suo insediamento non ha mai creduto nella città unica, altrimenti la pianificazione dell’azione di governo sarebbe andata in una direzione diversa, così ha solo allontanato le due aree urbane. Oggi non può sottrarsi alle sue responsabilità, anche in qualità di Presidente della Conferenza dei sindaci della Provincia di Cosenza. Stasi deve avere il coraggio di fare delle scelte autorevoli, rivedendo il piano sanitario cittadino e separando il polo covid dal resto dei reparti».

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