San Mango d’Aquino, per i botti il sindaco ordina lo sgombero delle abitazioni

«Quella festa s’ha da fare a tutti i costi», e se non ci sono le distanze di sicurezza per fare lo spettacolo pirotecnico, il primo cittadino del piccolo centro del Savuto, invece di cambiare location ha pensato bene di mandare via la gente dalle loro case. Sembra di essere su Scherzi a parte e invece è tutto nero su bianco su di una ordinanza

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di Pablo .
4 agosto 2019
08:03
Il sindaco Marrelli
Il sindaco Marrelli

Il sindaco deve sparare i fuochi d’artificio e siccome non ci sono le distanze di sicurezza dalle abitazioni sgombera le persone che abitano nelle case. Siamo su scherzi a parte? Assolutamente no. Siamo a San Mango d’Aquino, piccolo centro del Catanzarese ubicato nell’anticamera del Reventino.

 

Ma cerchiamo di dare un senso a questa storia, anche se, direbbe Vasco Rossi, “un senso non ce l’ha”. Negli ultimi anni le prefetture hanno irrigidito i controlli sugli spettacoli pirotecnici e sulle feste popolari esigendo serrate misure di sicurezza per tutelare l’incolumità pubblica. Soprattutto in ordine agli spettacoli pirotecnici, i quali, dovrebbero effettuarsi in luoghi che abbiano caratteristiche particolari. Tali caratteristiche non sembrano esserci nel centro storico di San Mango d’Aquino. Ma il 12 agosto nel piccolo paesino del Savuto è prevista una serata di festa e uno spettacolo dal titolo abbastanza emblematico: “Ciuccio e Signorina”. Uno spettacolo che all’interno prevede anche un’esibizione di arte pirotecnica.

 

Il buon senso, dunque, avrebbe dovuto consigliare al sindaco di spostare il luogo dell’esibizione artistica in un’area con condizioni di sicurezza adeguate. E, invece, no. Secondo il primo cittadino si deve tenere nel centro. E allora partorisce quella che potremmo definire una genialata. Se la festa si deve tenere nel centro e il nucleo abitato non si può spostare, tanto vale spostare le persone che vi abitano, almeno per il tempo della durata dello spettacolo pirotecnico.

 

Detto fatto. Ed ecco che l’avvocato Luca Marrelli partorisce l’ordinanza con la quale ordina ai signori B.F, R.R., F.B. C.G., C.O., M.G., C.A., B. B., C.V., e visto che ci siamo anche alla Chiesa madre, di allontanarsi dalle proprie abitazioni dalle 23:30 del 12 agosto alla una del 13. Una sorta di deportazione festaiola. Chiaramente può darsi che tutti siano felici e contenti, compresi i residenti costretti a sgombrare dalle loro residenze e magari chissà, saranno anche loro a danzare per strade con il “Ciuccio e la Signorina”, può darsi.

 

Tuttavia, non possiamo non registrare la singolarità e, per certi aspetti, la demenzialità della decisione. Lo sgombero delle persone dalle loro abitazioni è un fatto estremo che viene utilizzato per motivi gravi, stabilire un precedente del genere, siamo convinti che aprirà il fianco ad altre e più bizzarre situazioni nel futuro.

 

Lo strumento dell’ordinanza sindacale negli ultimi anni è molto abusato e, spesso, viene utilizzato per intervenire su mode e costumi, invadendo una sfera della libertà della persona al limite della legalità. Senza considerare che più volte la magistratura è intervenuta per limitare il ricorso dei sindaci all’istituto dell’ordinanza, affermando più volte che le ordinanze servono per affermare esigenze e bisogni considerati urgenti e improcrastinabili per il governo della sicurezza delle comunità locali. A San Mango d’Aquino, evidentemente, l’esibizione del “Ciuccio e della Signorina”, secondo il giovane avvocato Marrelli, rientra tra i “bisogni urgenti e improcrastinabili”. Auguri.

 

Pablo.

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