Tropea, i buoni spesa andavano a finti poveri. La guardia di finanza denuncia 126 persone

VIDEO | Ai falsi beneficiari erano state assegnate somme per circa 56mila euro. Il raggiro era stato realizzato mediante autocertificazioni farlocche. Coinvolti anche affiliati alla 'ndrangheta

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di Redazione
8 luglio 2020
09:30

Percepivano i "buoni spesa", erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà per l'acquisto di generi alimentari e di prima necessità senza averne diritto.

 

Per questo i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia hanno denunciato 126 persone, beneficiarie dell'assegno emesso dal Comune di Tropea, al quale erano state assegnate somme per 55.568 euro, interamente erogate.

 

I controlli svolti dalle fiamme gialle della locale tenenza su 225 persone hanno permesso di accertare che oltre la metà dei nuclei familiari richiedenti aveva presentato false autocertificazioni, dichiarando di non avere fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.

Conti correnti e reddito di cittadinanza

In realtà, dall'attività ispettiva svolta è emerso che uno o più componenti dei nuclei familiari controllati, nel periodo di riferimento, a seconda dei casi, avevano: disponibilità liquide anche rilevanti sui conti correnti; ricevuto lo stipendio, anche per cospicui importi, a fronte di rapporti d'impiego regolari; percepito il reddito di cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate, come emerso dalle informazioni fornite dall'Inps, con il quale il Corpo intrattiene rapporti di collaborazione.

 

Tra le irregolarità rilevate sono emerse anche richieste presentate distintamente da due componenti appartenenti allo stesso nucleo familiare, al fine di addivenire fraudolentemente all'ottenimento del contributo per un importo raddoppiato rispetto a quello previsto, ovvero autocertificazioni in cui era stata omessa l'indicazione di familiari coabitanti, risultanti dallo stato di famiglia, regolarmente retribuiti o già percettori di sussidi, allo scopo di simulare una condizione di indigenza.

 

I soggetti coinvolti, tra i quali anche pregiudicati appartenenti alla criminalità organizzata, sono stati sanzionati amministrativamente e denunciati penalmente per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, nonché segnalati al Comune per il recupero delle somme non spettanti.

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