Vandalizzata l'auto di un parroco nel Cosentino: «Sono preoccupato»

Don Antonello Pandolfi, 54 anni, alla guida della parrocchia Santa Maria della visitazione ad Aieta, è già stato vittima in passato di atti vandalici ma stavolta ha deciso di denunciare

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di Francesca  Lagatta
6 aprile 2021
12:05
Uno dei segni rinvenuto sull’auto di don Antonello Pandolfi
Uno dei segni rinvenuto sull’auto di don Antonello Pandolfi

Don Antonello Pandolfi, 54 anni e alla guida della parrocchia Santa Maria della Visitazione di Aieta, è profondamente amareggiato. Nel giro di qualche mese la sua auto ha subito nuovamente degli atti vandalici, ma se la prima volta ha taciuto bollando l'episodio come una "ragazzata", stavolta ha deciso di denunciare l'accaduto mostrando tutta la sua preoccupazione: «Sono stato in diverse parrocchie, ma questi episodi non mi erano mai accaduti prima. Non ho mai fatto del male a nessuno». L'utilitaria di don Antonello è stata graffiata di proposito, con una chiave o un cacciavite, lungo tutti i lati della carrozzeria, provocando oltretutto un ingente danno economico. «Non me lo spiego», continua a ripetere don Antonello al telefono con un timbro di voce che tradisce profondo turbamento.

La scoperta

Durante la settimana santa, don Antonello ha lasciato la sua auto parcheggiata in prossimità della parrocchia per questioni di comodità, dal momento che le celebrazioni pasquali hanno richiesto il trasporto di alcuni materiali nella chiesa. È stato probabilmente durante la notte del Giovedì Santo che qualche teppistello ha vandalizzato la sua auto, dileguandosi poi senza lasciare traccia. Ad avvertire il prete, qualche ora più tardi, è stato un parrocchiano, allarmato per i vistosi segni sulla carrozzeria dell'auto. Don Antonello ha quindi raggiunto l'autovettura e alla vista dei graffi è rimasto di stucco. «Sono qui da molto tempo e ho sempre mantenuto buoni rapporti con tutti, sinceramente non capisco cosa può essere accaduto, stavolta denuncerò alle forze dell'ordine».


Comunità tranquilla, ma non troppo

Aieta è una piccola comunità dell'entroterra cosentino che conta meno di 800 anime e sorge ai piedi del Parco Nazionale del Pollino. Qui la vita scorre tranquilla, tra antiche tradizioni e mestieri che sfidano il passare del tempo. Eppure anche Aieta sembra avere i suoi problemi. Risalendo a numerose testimonianze, scopriamo che negli ultimi tempi sono diverse le auto prese di mira dai bulletti e che il parroco è stato già più volte oggetto di maldicenze e accuse, al momento risultate tutte infondate. C'è persino chi nelle scorse settimane è arrivato a diffondere volantini, anonimi anche questi, nella speranza di mettere in cattiva luce il suo operato, sostenendo teorie prontamente smentite da documenti ufficiali. Per fortuna c'è anche tanta gente che vuole bene a don Antonello e lo incita ad andare avanti, nonostante l'inquietante silenzio della piccola comunità che di fronte alle ripetute vessazioni, a don Antonello e non solo, continua a rimanere in silenzio.

La solidarietà del sindaco

«Solidarietà a don Antonello Pandolfi - ha scritto il primo cittadino Gennaro Marsiglia -.Esprimo a mio nome ed a nome dell'intera amministrazione comunale vicinanza e solidarietà per il vile atto subito a danno della sua autovettura. Tali comportamenti vanno denunciati senza se e senza ma. Non devono appartenere al nostro borgo, dove il dialogo e la comprensione reciproca devono essere gli unici strumenti di crescita sociale e culturale. Siamo profondamente indignati per questo gesto vandalico che non non trova alcuna giustificazione». 

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