Oltre gli stereotipi

A Catanzaro presentato il volume “Controfiabe” realizzato dai piccoli della Casa rifugio Mondo rosa

Il progetto rientra nelle attività del laboratorio di scrittura creativa ideato dal Centro calabrese di solidarietà e destinato ai minori vittime di violenza assistita

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di Redazione
7 aprile 2022
14:00
La presentazione del progetto a Catanzaro
La presentazione del progetto a Catanzaro

Raccontare per liberare i “cattivi pensieri”. Raccontare per crescere liberi da paure e stereotipi, per correre verso il futuro più leggeri e lontano dalla violenza e i suoi riverberi, per trovare al luce. È uno degli obiettivi del laboratorio di scrittura creativa ideato dal Centro Calabrese di solidarietà e destinato ai minori vittime di violenza assistita, ospiti della Casa Rifugio “Mondo Rosa” di Catanzaro con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la comunità contro gli stereotipi di genere. Il laboratorio che – grazie al progetto “La storia di..” dedicato al sostegno dei minori vittime di violenza assistita, degli orfani di crimini domestici e alle loro famiglie affidatarie e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Politiche della Famiglia) – ha portato alla realizzazione del volume per l’infanzia intitolato “Controfiabe – 5 storie per ragazzi liberi e ragazze forti”.

 


Il libro – riferisce una nota stampa - è stato presentato ieri mattina, nella sede del Teatro Comunale di Catanzaro – diretto da Francesco Passafaro, che ha moderato la conferenza stampa, alla presenza della presidente del Centro Calabrese di solidarietà Isolina Mantellidella responsabile Centro studi e formazione professionale del Centro Calabrese di Solidarietà Katia Vitale e di Assunta Cardamone, responsabile della Casa Rifugio “Mondo Rosa”. Un libro che nasce dalla toccante sensibilità delle bambine e dei bambini ospiti di Mondo Rosa, è stato illustrato da artisti contemporanei emergenti: Maria Valentini, Andrea La Chimia, Francesca Federica Curcio, Dario Bernardini, Giovanni Saladino, Vincenzo Rotundo.

«Grazie a questo progetto abbiamo lavorato per costruire una cultura diversa, perché se non abbattiamo questa cultura maschile dominante – ha affermato la presidente Isolina Mantelli – non usciremo mai dalla violenza sulle donne. Inoltre, come ci dimostra la guerra di questi giorni, avremo ancora violenze e stupri, almeno fino a quanto il maschio non imparerà la dolcezza del mondo femminile. Se riusciamo a venire fuori dalla violenza, noi riusciamo a dire che le donne hanno fatto un passo avanti nella cultura e soprattutto nella inculturazione del maschile. E questo significherà aprire scenari nuovi. Che non saranno scenari di guerra, ma di pace, di collaborazione. Penso che le donne possano insegnare nella loro vita questo: il fare spazio all’altro, e non distruggere l’altro per avere più potere. Mondo Rosa vuole fare qualcosa di più, non basta solo accogliere e affiancare le donne maltrattate, ci proponiamo di cambiare la cultura, perché solo cambiando la cultura si può superare la violenza. E allora perché non cominciare dai bambini piccoli? E basta con l’idea che ciascuna di noi aspetta un principe azzurro, che poi si trasforma in Barbablù, forse possiamo tutte diventare la Cristoforetti, chi lo sa, oppure Carla Fracci».

 

«Quando parliamo degli stereotipi di genere, così come della violenza assistita, trattiamo di fenomeni molto conosciuti, ma allo stesso tempo messi in ombra, quindi il nostro obiettivo – ha aggiunto Vitale – era proprio quello di diffondere la conoscenza del fenomeno cercando di attuare un cambiamento. La formazione è importante, per questo siamo stati entusiasti ed emozionati del finanziamento di questo progetto: il fenomeno della violenza assistita necessita che vengano ampliate le conoscenze e le competenze sul tema. I bambini hanno insegnato a noi quanto è importante esprimere sé stessi nella propria libertà, senza aver paura di nessuno né di sentirsi diverso».

 «Il progetto nasce dall’idea di quello che noi viviamo quotidianamente con i bambini di Mondo Rosa – ha spiegato Assunta Cardamone -. Ospitiamo oltre alle donne vittime di violenza anche i loro figli, e in loro vediamo delle ferite sanguinanti, sulla loro pelle, quindi riuscire a attivare questi laboratori è stato puntare un faro su una violenza che è ancora molto nascosta, invece lascia delle ferite e delle tracce nel tempo, la nostra storia ce lo racconta. Violenza assistita che si accompagna agli stereotipi».

“Controfiabe” è a disposizione di chi vorrà contribuire con una offerta libera che sarà destinata ai bambini e alle bambine di “Mondo Rosa” nella sede del Teatro Comunale. Appello alla partecipazione all’iniziativa è stato rivolto anche a tutte librerie della città dove saranno distribuiti e messi a disposizione i libri.

 

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