Catanzaro, Materia independent design festival 2020: vince “Lucerna” di Valentina Mancini

La quinta edizione dell'appuntamento artistico contemporaneo si è conclusa ieri con una diretta dalle sale del Complesso monumentale San Giovanni

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5 ottobre 2020
16:54
Organizzatori e giuria della serata. Nel riquadro l’opera vincitrice.
Organizzatori e giuria della serata. Nel riquadro l’opera vincitrice.

Una cerimonia di premiazione inconsueta, in linea con lo spirito d'avanguardia dell'intera kermesse, ha concluso ieri il Materia Independent Design Festival, in diretta dal Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro. La V Edizione dell'appuntamento, digitale nella progettazione e nella presentazione, ha visto emergere tra gli artisti Big selezionati dal direttore Antonio Aricò, la romana Valentina Mancini con l'opera "Lucerna", vincitrice del premio Guglielmo Papaleo 2020.

Lucerna, l'opera vincitrice

L'opera si ispira alle lampade ad olio di tradizione romana, usate tanto nel quotidiano quanto nei rituali sacri ma, nella versione in marmo nero Portoro e rame dell'artista, diventa un oggetto esclusivo anche per l'abitazione contemporanea. La giuria si esprime in merito: «Valentina è riuscita a unire alla semplicità della forma una ricchezza materica e di significato. La luce, che viene dal fuoco contenuta in una pietra pesante, è importante, come il marmo che dà all'oggetto un valore altissimo. Spiritualità e materia nella sua creazione, come il centro del tema di questa edizione.» La vincitrice ha avuto modo di esprimere l'importanza del festival per la eco nazionale e internazionale raggiunta anche in un'epoca così delicata: «Partecipare a questo Festival ha assunto un forte valore e significato perché ci ha permesso di riprendere le nostre attività e il nostro lavoro».

La menzione speciale "Sergio Mirante"

Nel corso della serata è stata poi assegnata la menzione speciale "Sergio Mirante" all'artista siciliana Stella Orlandino, per la sua opera "Segnacoli", una collezione di tre anfore in ceramica di Caltagirone, con cui la designer ha reinterpretato gli oggetti apotropaici comunemente usati nelle sepolture, facendo risaltare "La magia della ritualità che è l'essenza della spiritualità. Colore e allegria, tradizione e forme nuove che simboleggiano l'essenza di un Festival che parla di Design e di Sud», queste le motivazioni della giuria. Stella sottolinea in un videomessaggio l'importanza del lavoro degli organizzatori Antonio Aricò, Domenico Garofalo e Giuseppe Anani condividendone «la volontà di tutelare e valorizzare i valori e le tradizioni dei nostri territori e la voglia di mettere in risalto l'alta manifattura del Sud Italia.»

Un festival di portata internazionale

La manifestazione, infine, supera il semplice intento artistico e diventa anche occasione di promozione territoriale, ma con lo scopo di oltrepassare gli stereotipi legati alla nostra terra. Una curiosa iniziativa ha visto immortalati costosi oggetti di design ricevuti da importanti aziende internazionali, proprio in alcuni caratteristici scenari della zona, grazie alla macchina fotografica di Alfredo Muscatiello.

Alla premiazione hanno presenziato anche l'assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Ivan Cardamone, il presidente del Consiglio Comunale, Marco Polimeni e il presidente dell'Ordine degli Architetti di Catanzaro, Giuseppe Macrì, nell'augurio di potersi consolidare ulteriormente in una futura edizione e potenzialmente fungere da modello per altre realtà nascoste nel territorio.

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