Giornata mondiale della pizza. E la migliore d'Italia è in Calabria

Oggi si celebra uno dei piatti italiani più amati al mondo. Secondo TripAdvisor lo scettro spetta a un locale di Rende

di Paula Scalamogna
17 gennaio 2019
13:04
Una pizza
Una pizza

Che mondo sarebbe senza pizza? Beh, sicuramente un mondo molto triste, visto che è considerato uno dei piatti, di origine italiana, più amati e mangiati nel mondo. Per festeggiarla oggi, 17 gennaio, milioni di persone celebreranno la “Giornata mondiale della pizza”, una pietanza gustosa e condita in mille varianti che accontentano tutti i palati.

Le origini della pizza

Le prime notizie relative a questo delizioso piatto risalgono al Cinquecento ed inizi del Seicento. La prima pizza che vide la luce fu chiamata alla "mastunicola", ossia preparata con basilico (strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe).
Ma la prima vera unione tra la pasta ed il pomodoro (accolto all'inizio con diffidenza) avvenne a metà del Settecento nel Regno di Napoli. La pizza a Napoli fu popolarissima sia presso i napoletani più poveri che presso i nobili, compresi i sovrani borbonici.

Da dove prende il nome la pizza margherita?

Appena si dice pizza, la prima immagine che salta alla mente è la tradizionale margherita. Il successo della pizza conquistò nel 1889 i sovrani di Casa Savoia, tanto che proprio alla regina Margherita di Savoia il pizzaiolo Raffale Esposito dedicò la "pizza Margherita", che rappresentava il nuovo vessillo tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del basilico. Ma questa non è la vera origine della pizza margherita, questo piatto era stato realizzato prima della dedica alla regina di Savoia. Già nel 1849, infatti, il filologo Emmanuele Rocco, nel curare il capitolo “Il pizzaiolo” del libro Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti, coordinato da Francesco de Bourcard, parlò di combinazioni di condimento con ingredienti vari, tra i quali basilico, “pomidoro” e “sottili fette di muzzarella”.

La pizza nel mondo

La pizza rappresenta “il tipico marchio di fabbrica” italiano, un piatto che oggi è “venerato” in tutto il mondo. Nei vari continenti questo piatto viene riproposto in maniera differente e a volte con ingredienti talmente estrosi da non essere graditi agli italiani.
Le quattro varianti di pizza più diffuse nel mondo sono: 1) la pizza Pepperoni, gustata soprattutto in America con la sua formula alta, morbida, con salame piccante e quattro strati di formaggio; 2) la pizza maki ( i classici rotolini di sushi) ripieni di ingredienti utilizzati solitamente per condire la pizza quindi salame, pomodoro o verdure che emulano la cucina nipponica; 3) la pizza “quesadilla” cucinata in messico che ripropone le classiche tortillas ripiene di formaggio fuso e salsa al pomodoro e che possono essere intinte nella salsa piccante; 4) la pizza omelette (frittata, in iglese) tipico piatto della tradizione anglosassone con il quale gli inglesi sono soliti fare la prima colazione, composto da uova, formaggio, pomodoro e ingredienti a scelta come salmone o verdure.

La migliore pizza italiana è calabrese

Ma cosa ha a che fare la Calabria con la pizza? Beh, presto detto: nell'ottobre scorso sul noto sito italiano di recensioni TripAdvisor è stata pubblicata la classifica delle migliori pizzerie e delle migliori città per la pizza in Italia. Un po’ a sorpresa, si è aggiudicato il primo posto in classifica non una pizzeria napoletana (come tutti si aspetterebbero) ma calabrese. "N’ata Cosa", pizzeria di Rende, in provincia di Cosenza, si è aggiudicata lo scettro di migliore pizzeria italiana secondo gli utenti del sito. Numerose recensioni l’hanno infatti citata come la «vera pizza napoletana».

 

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