Le Olimpiadi dell'astronomia parlano calabrese: a Reggio le selezioni

Negli ultimi due giorni si sono tenute le prove nel planetario dello Stretto, vera eccellenza scientifica nazionale che richiama ogni anno migliaia di studenti

41
di Monica La Torre
14 febbraio 2019
11:15
Un momento delle prove per le Olimpiadi dell’astronomia
Un momento delle prove per le Olimpiadi dell’astronomia

Da Roma come da Catanzaro, da Cuneo come da Vibo Valentia. Sono migliaia di studenti italiani che dal 2004, anno di fondazione, hanno raggiunto le sponde dello Stretto per formarsi e studiare al Planetario Pythagoras di Reggio Calabria. La struttura, di proprietà della Provincia, guidata con pugno di ferro e guanto di velluto dalla professoressa Angela Misiano, è oggi un’eccellenza scientifica che dialoga quotidianamente con i massimi centri dell’astronomia, della fisica, della cultura italiana.

 

Le Olimpiadi dell’Astronomia

I corsi di preparazione organizzati durante l’anno scolastico ed i progetti di alternanza scuola-lavoro, hanno coinvolto tanti ragazzi. Obiettivo, la preparazione per le Olimpiadi dell’Astronomia, massima competizione di astrofisica nazionale, giunta quest’anno alla XVII edizione. Promosso dalla Società astronomica italiana, dall’Istituto nazionale di astrofisica, e dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l'evento trova nel Pythagoras uno dei centri formativi più prolifici d’Italia. Quest’anno su 8.390 iscritti, 3.235 erano calabresi, pari al 39% complessivo: e ben 170 sono stati gli ammessi della nostra regione. Le selezioni, sono finalizzate a mettere a punto il team di ragazzi eccellenti, che andranno a formare la squadra olimpica nazionale. Quella cioè che sfiderà sulla conoscenza dell'astrofisica e della volta celeste i migliori studenti del mondo. Negli ultimi due giorni, in ben 16 città, ad iniziare da Reggio, si sono affrontate le migliori leve scientifiche del Paese. Ed il ruolo della Calabria, come sempre, è stato da regione leader

 

Autorevolezza e passione

Per arrivare a questi standard, tra i migliori d’Italia, il planetario lavora duramente, e con collaboratori eccellenti. I progetti all’avanguardia che l’hanno visto protagonista, gli hanno conferito un’autorevolezza culminata nel 2018, da due eventi clou. La conferenza congiunta con Roberto Buonanno presidente della Società Astronomica Italiana, ospite per l’occasione dell’Archeologico di Reggio, e il convegno su Angelo Secchi, padre della moderna astrofisica, che ha portato in città Ileana Chinnici, Agent Scholar della Specola Vaticana e ricercatrice dell’osservatorio astronomico di Palermo.

 

Una palestra per grandi menti

Al Pythagoras, si affacciano ogni anno i grandi dell’astronomia e dell’astrofisica. Qui, si elabora quel calendario di uscite e collaborazioni che ogni estate coinvolge migliaia di appassionati ed astrofili, dalle spiagge calabresi alle aree archeologiche. Qui, sono passati ragazzi di paese, ragazzi di campagna, ragazzi di periferia che a Reggio hanno scoperto la fisica e le sue meraviglie, oggi docenti e ricercatori in Italia e nel mondo. Qui, in sostanza, si presidiano scienza ed educazione, si cerca di trasmettere metodo e rigore, sensibilità e passione per la materia. Un impegno da far tremare le vene dei polsi: ma la vulcanica direttrice non si arrende. E non le manda certo a dire…

 

«L’Astronomia? Una poco di buono»

«Perdoni l’espressione, ma devo proprio dirlo: l’Astronomia è come una puttana», esordisce tranchant la Misiano. «Tutti la sfruttano come meglio credono, tutti si inventano iniziative, tutti la tirano in ballo. Oggi, è sulla cresta dell’onda: e il risultato è che abbiamo astrofili ovunque. Qualcuno anche eccellente, per carità: ma la didattica è un’altra cosa. Va fatta dagli insegnanti. Nella vita, come nella formazione, ci vuole metodo. Ci vuole attenzione. La scienza vuole confronto, concordia e consapevolezza: e per questo, è una palestra di democrazia».

 

L’ignoranza mina le basi della democrazia

Dalla mancanza di rispetto per il sapere, nascono, secondo la docente tanti dei mali che affliggono la nostra era: ad iniziare dall’analfabetismo di ritorno. «Purtroppo, questi sono giorni duri per la cultura, che non vede rispettate né la scienza, né le competenze. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il problema è che se non formiamo le persone, queste non capiscono di cosa si stia parlando. Così, quando sono chiamate a esprimere un parere, dai vaccini al nucleare, votano secondo la suggestione del politico di turno. Il confine tra dilettantismo e didattica deve essere netto: che qui, con le pillole di scienza, non si va da nessuna parte. Si creano cittadini ignoranti, ed elettori ignoranti». Un giudizio inequivocabile, che porta altre riflessioni. «Ecco perché l’astronomia è importante. È una sorta di specchietto per le allodole, che anche noi utilizziamo, a fin di bene. All’inizio, affasciniamo il giovane con la magia delle stelle, con le suggestioni che nascono dall’osservazione della volta celeste. Una volta innamorato, anche se si accorge che il cammino è fatto di studio, impegno, sacrifici e dedizione, il “contagio” è avvenuto!».

 

Una vita per la scienza

«Dico questo, perché ho dedicato una vita a trasmettere il metodo scientifico. Ho avuto la soddisfazione di veder nascere la passione in allievi come Manuela Zoccari, ordinario di Astrofisica a Santiago, ed altri ragazzi splendidi, che hanno dedicato la loro vita alla materia», continua poi la Mesiano, specificando come la divulgazione scientifica trovi nel ruolo svolto in seno alle Olimpiadi dell’Astronomia, una delle sue concretizzazioni più strategiche.

 

Come si partecipa alle Olimpiadi

«Noi partecipiamo alla competizione dalla prima edizione sperimentale del 2000, e abbiamo sempre portato a casa risultati splendidi - specifica -. Organizziamo sia i corsi per la didattica riservati ai docenti, sia lezioni per gli studenti. Lo scorso anno, abbiamo conquistato un bronzo alle Olimpiadi internazionali con Andrea Labate, giovane reggino inserito, assieme a Vittoria Altomonte (Bova Marina), nella squadra italiana. In generale, laddove le competenze esulano dalle nostre, ci rivolgiamo all’Unical, nostro partner scientifico per eccellenza. Il rapporto è strettissimo».

 

La scuola e il lavoro

Il Planetario, in qualità di attrattore scientifico primario per l’intera regione, rivendica con orgoglio le proprie competenze e specificità: «I nostri progetti di alternanza scuola lavoro, finalizzati alla formazione di personale tecnico di osservatorio astronomico, e di tecnico di planetario, attirano ragazzi da ogni parte della Regione: abbiamo avuto studenti da Roma, e richieste persino da Cuneo. Un riconoscimento che ci dà immense soddisfazioni, e che allevia le frustrazioni comportate dalle difficoltà dell’operare». A livello regionale, il dialogo sta ampliandosi ad ogni tipo di istituzione scolastica. È di questi giorni la notizia di un progetto destinato, novità assoluta, ad un istituto Nautico: si tratta, nella fattispecie dell'I.T.G. Petrucci di Catanzaro Lido, entrato nell’orbita del planetario grazie alle buone pratiche attivate dal professore di Scienze e tecnologie delle costruzioni navali Emilio Valente. E le istituzioni? «Devo dire che in linea generale, ci stanno a sentitre. La Provincia, il Comune, la Città metropolitana. il dialogo è discreto. In generale, certo, si potrebbe fare di più: ma una tantum, la Regione ha anche concesso un piccolo sostegno economico. Comunque, ormai è risaputo. La sottoscritta non si arrabbia per il mancato sostegno economico. È l’indifferenza, il silenzio, le mancate risposte alle questioni sollevate, che mi fanno imbestialire».

Giornalista
guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio