Arte e solidarietà: ecco il progetto di restauro per la “Nuvola” del Santa Maria di Reggio

Stamani al museo diocesano di Reggio Calabria illustrati i dettagli dell'iniziativa che vedrà il recupero dell'opera danneggiata dal sisma del 2016. Il restauro, totalmente gratuito, verrà effettuato dai due professionisti reggini Sante Guido e Giuseppe Mantella. 

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di A. P.
5 giugno 2018
14:23

La “nuvola” della Madonna del santuario di Santa Maria in Via di Camerino, in provincia di Macerata, ritroverà il suo splendore a Reggio Calabria. L’opera- danneggiata a causa del sisma del 2016 che ha devastato il centro Italia- verrà restaurata gratuitamente dai due professionisti reggini, Sante Guido e Giuseppe Mantella, i quali grazie al Museo diocesano Monsignor Aurelio Sorrentino spenderanno la loro professionalità per il recupero della “macchina processionale”.

 


L’iniziativa si chiama “Arte salvata: dopo il terremoto, un restauro per Camerino” ed è stata presentata stamani al museo diocesano reggino dalla direttrice Lucia Lojacono alla presenza di Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, e del sindaco reggino Giuseppe Falcomatà. «Si tratta  di un’azione concreta- ha affermato la direttrice Lojacono- per il recupero del patrimonio storico-artistico delle regioni dell’Italia centrale danneggiato in occasione del terremoto 2016. Il progetto nasce per iniziativa dei due restauratori calabresi di acclarata competenza e fama, Sante Guido e Giuseppe Mantella, che offrono a titolo gratuito la propria professionalità per il restauro di un prezioso e pressoché inedito manufatto di oreficeria sacra sei-settecentesco danneggiato dal sisma. La disponibilità di Guido e Mantella- ha concluso la direttrice Lojacono- è stata accolta e fatta propria dal Museo diocesano che ha messo a disposizione i propri spazi per l’allestimento di un cantiere di restauro aperto alle visite e nei prossimi mesi curerà, ad affiancare il restauro, un articolato programma di eventi, con il coinvolgimento di enti e associazioni che vorranno sostenere il progetto». L’evento ha il patrocinio dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, del  Ministero dei Beni culturali e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Calabria, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, dei Comuni di Reggio Calabria e Camerino, dell’Ufficio nazionale beni culturali CEI e dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani (AMEI).

 

«Non potevamo restare indifferenti- ha dichiarato invece il sindaco reggino Falcomatà, di fronte alla tragedia che ha colpito il centro Italia. Una tragedia che ha devastato non solo la vita degli abitanti ma, anche l’enorme e prezioso patrimonio artistico-culturale dei paesi coinvolti. Reggio Calabria ha provato sulla propria pelle la ferita del terremoto e quindi con questa iniziativa- ha concluso il primo cittadino- mette in campo le professionalità del territorio per il recupero dell’opera a cui è devota tutta la comunità di Camerino e delle Marche». A breve quindi partirà il progetto di restauro, un progetto che la popolazione reggina potrà visionare direttamente presso la sede del museo diocesano Monsignor Aurelio Sorrentino.

 

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