Caro carburanti

I benzinai temono per la propria incolumità: «Non c’entriamo con gli aumenti, la polizia ci protegga»

Ferruccio Schiavello, coordinatore nazionale Asnali Energia, punta il dito soprattutto contro il ministro Cingolani e annuncia denunce in tutte le procure d’Italia: «Basta bugie, il nostro margine di guadagno è fisso e prescinde dalle oscillazioni del prezzo»

di Redazione
12 marzo 2022
18:21

«È ora di finirla, la misura è colma. Pronto a presentare denunce in tutte le Procure della Repubblica di tutta Italia». Non ci stanno i benzinai a passare per chi specula sulla crisi petrolifera che rischia di costringere il Paese a una nuova austerity. Netta la presa di posizione di Ferruccio Schiavello, coordinatore nazionale As.Nali Energia, che difende a spada tratta la categoria che rappresenta, finita nel mirino di molti consumatori che in questi giorni devono fare i conti con prezzi del carburante in costante crescita, senza contare le tensioni alimentate tra gli automobilisti dalle lunghe file che si registrano alle stazioni di servizio .

«È ora di finirla di continuare a dire che l'aumento di benzina e gasolio dipenda dai gestori delle stazioni di servizio - si legge in una nota -. È una sacrosanta bugia e una gratuita diffamazione di tutta la nostra categoria. Il gestore, continuo a ribadire da sempre e in particolare in questi giorno, applica il prezzo dei carburanti rivenduti consigliato (imposto) dalle compagnie petrolifere di riferimento. I margini del gestore di carburanti non sono in percentuale ma sono fissi a prescindere del prezzo dei carburanti».


Margini, spiega, che ammontano a «poco meno di 3 centesimi di euro per litro di carburante venduto», senza avere alcuna discrezionalità nei prezzi dei carburanti, così come prevedono gli «accordi economici nazionali siglati tra le associazioni di categoria dei benzinai e le compagnie petrolifere».

Schiavello denuncia addirittura il rischio di aggressioni, a causa di «informazioni false e tendenziose, diffuse su tutti i mezzi di comunicazione e su tutti i social, non fanno altro che mettere in pericolo l'incolumità personale del gestore, dei propri collaboratori e delle proprie famiglie».

In particolare, il referente dell’organizzazione sindacale se la prende con il ministro Cingolani: «È grave che asserisca, senza alcun dato di fatto, che gli aumenti dei carburanti sono ingiustificati, frutto di truffe e speculazioni. Fino a prova contraria, da Ministro della Repubblica Italiana, ha tutti gli strumenti per determinare chi ha truffato e speculato. Quindi, a fronte del proprio ruolo, prima pensi ad accertare le responsabilità, ove effettivamente ci siano e, poi esterni le conclusioni. Spieghi invece agli italiani che fine faranno le decine di miliardi di euro incassati in più sugli aumenti dei carburanti. Forse servono a pagare le armi che invieremo in Ucraina? Forse è proprio lui e il governo dalla parte dei truffatori e speculatori che hanno impoverito e annullato il potete di acquisto delle famiglie italiane? Forse oltre alla dannata guerra che condanniamo con tutte le forze stiamo pagando una transizione ecologica senza né capo né piedi e portata avanti a vista dal Governo?»

Da qui l’annuncio di una nota di protesta che sarà inviata al Governo e al ministro per «le dovute spiegazioni e smentite pubbliche».
Infine, il coordinatore nazionale di As.Nali Energia rende noto di aver deciso «di presentare nelle Procure della Repubblica su tutto il territorio nazionale denunce a piena tutela dei gestori carburanti».

«Presenteremo note ufficiali in tutte le Prefetture Italiane – conclude - per chiedere maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei gestori. I gestori restano presidio di legalità e di servizio svolgendo per i cittadini un ruolo chiaro, trasparente come già ampiamente dimostrato durante la pandemia».

 

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