Lsu-Lpu, a Corigliano-Rossano 150 lavoratori in assemblea permanente

Hanno occupato pacificamente la sala del Consiglio comunale. I sindacati annunciano nuove ed eclatanti azioni di protesta mentre nella nuova città della Sibaritide iniziano a registrarsi i primi disagi a causa dello sciopero dei precari

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di Marco  Lefosse
18 dicembre 2018
13:54

È in corso presso la Sala consiliare dell’estinto comune di Rossano l’assemblea permanente dei lavoratori appartenenti al bacino ex Lsu-Lpu in forza al comune di Corigliano-Rossano, dove ormai da giorni è bloccata buona parte della macchina comunale. Presenti, insieme ai lavoratori, tutte le sigle sindacali e gli Rsu (Antonello Sisca, Giuseppe Toretti, Agostino Attadia, Rosa Campana) ed il segretario nazionale della ConFial, Benedetto Di Iacovo.

La tensione è alta così come anche «la delusione – dicono -  per le mancate risposte del governo relativamente agli emendamenti». Dopo l'occupazione dell'autostrada e l'incontro in Prefettura la lotta continua nei Comuni vicini quindi a Roma, non escludendo , fanno sapere i lavoratori «altre iniziative di mobilitazione più eclatanti». «I lavoratori – ha ribadito Di Iacovo - chiedono che nel maxiemendamento del governo nella legge di stabilità si inseriscano tre elementi: la copertura finanziaria e storicizzazione dei 50 milioni; le deroghe ai vincoli assunzioni; la previsione di ruolo sovrannunerario per l'assunzione  extra ruolo a tempo indeterminato nei Comuni».

 

I lavoratori calabresi appartenenti all’ex bacino Lsu-Lpu sono assunti ormai da quattro anni con contratto a tempo determinato a 26 ore settimanali e per oltre 20 anni hanno lavorato a servizio degli enti praticamente con contratti che non prevedevano alcuna copertura contributiva. «Quindi a nero» ricordano con forza i sindacati. «La vertenza – poi aggiungono - è ad un punto delicato e richiede la massima unità e solidarietà delle istituzioni, a cominciare dai sindaci i quali dovranno convocare i Consigli comunali e fare ordini del giorno a sostegno della vertenza da inviare alle prefetture e al governo». Questo è l’indirizzo nel quale già nei giorni scorsi si è avviato il vicino comune di Crosia e con esso, altri piccoli enti dell’area della Valle del Trionto, che su impulso del primo cittadino traentino, Antonio Russo, hanno approvato delibere consiliari per impegnare il Governo verso la nuova fase di stabilizzazione dei precari.

 

Intanto, mercoledì e giovedì resterà fermo il blocco dei servizi nei comuni e quindi senza escludere, ancora una volta, l'occupazione di importanti arterie stradali, ferroviarie, aeroportuali. Il segretario nazionale della ConFial ha espresso, inoltre, tutto il suo sconcerto per la scarsa attenzione dimostrata dalle forze politiche parlamentari. «Qui non si tratta di sistemare 4.700 lavoratori – ha chiosato - ma di sistemare le dotazioni organiche dei Comuni ed assicurare i servizi primari ai cittadini».

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Giornalista
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