I pescatori di Schiavonea pronti alla scissione da Gioia Tauro - VIDEO

Salvatore Martilotti (Coop pescatori costieri) chiede alle istituzioni calabresi di favorire l’annessione dei porti di Corigliano-Rossano e Crotone all’autorità portuale di Taranto

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di Marco  Lefosse
18 maggio 2018
15:47

Uno sviluppo organico e concreto dell’economia del mare, soprattutto quella turistica, nella Calabria Est potrà avvenire solo se la politica e le Istituzioni calabresi avranno la lungimiranza di saper scindere l’ambito dell’autorità portuale di Gioia Tauro.
È la proposta e la provocazione, allo stesso tempo, di Salvatore Martilotti, tra i più importanti esperti del settore pesca della Calabria e oggi presidente della Cooperativa pescatori costieri artigianali della Calabria, che evidenzia come “l’annessione” degli ambiti portuali di Crotone e Corigliano-Rossano, quindi dell’area ionica, all’autorità portuale di Taranto, possa agevolare l’economia ittica e turistica-marina calabrese.

"La Calabria ionica fuori dal corridoio Adriatico-Jonio"

Un’idea che – come spiega Martilotti – nasce delle direttive e dalle nuove esigenze dettate dalla riforma Delrio sulla pubblica amministrazione. Che ha, ancora di più, esteso il raggio d’azione e di competenze delle portualità maggiori. Tanto che quella di riferimento in Calabria, coordinata da Gioia Tauro, fa oggi parte di un’autorità più ampia diretta da Messina-Gioia Tauro. “E questo – precisa il presidente della cooperativa dei pescatori - non solo per effetto delle riforme europeo-centriche ma perché proprio l’Europa, con il raddoppio dei flussi sul canale di Suez, ha iniziato a potenziare i corridoi del mare Tirreno e Jonio-Adriatico”.

"I flussi marittimi di Gioia Tauro non saranno mai convergenti con Corigliano-Rossano e Crotone"

Letta così, sembrerebbe un trattato di geo-economia politica, ma è la madre di una considerazione palese quanto scontata. “Oggi – spiega Martilotti – i porti di Corigliano-Rossano e di Crotone sono alle dirette dipendenze di Gioia Tauro. Quindi, tutte le attività di scalo, turistiche e commerciali, sono coordinate dalla sede reggina. Se per una ragione qualsiasi, lo scalo della Piana, dovesse andare in tilt o comunque non dovesse essere nelle condizioni logistiche di ospitare uno scalo, l’alternativa più semplice da indicare all’armatore non è sicuramente l’approdo in un porto Jonio. E questo per ovvie ragioni geografiche. Differente sarebbeil ragionamento, invece, se le competenze fossero distribuite in modo più organico seguendo una logica territoriale e non amministrativa. Nel caso di Corigliano-Rossano e Crotone, quindi, - prosegue - nella competenza di Taranto che, attraverso una nuova programmazione, sarebbe nelle condizioni di ridisegnare la carta degli approdi prevedendo maggiori attracchi, e quindi più economia, per i porti ionici della Calabria Est”.

 

Giornalista
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