Amava la natura, è il giorno del dolore per Massimo vittima dello Stromboli

Tantissimi i messaggi di cordoglio per il 35enne originario di Milazzo morto ieri pomeriggio sul vulcano delle isole Eolie

di Sonia Miceli
4 luglio 2019
11:17
Massimo Imbesi
Massimo Imbesi

«Solo 12 ore fa ricordavi di dove ‘volevi andare a vivere’ .. non sembra possibile, non sembra reale perdere improvvisamente chi avevi sentito o visto fino a poco prima; non sembra possibile e invece accade!». È uno dei tanti commenti di cordoglio e dolore che in queste ore si stanno riversando sulla pagina Facebook  di Massimo Imbesi, l’escursionista 35enne originario di Milazzo vittima di una delle due esplosioni avvenuta ieri pomeriggio sul vulcano Stromboli. Il giovane stava facendo un'escursione a Punta dei Corvi, un sentiero libero di Ginostra, in compagnia di un amico originario del Brasile (in un primo tempo indicato come ferito) che è rimasto illeso, quando il vulcano ha cominciato a eruttare. È stato colpito dalle pietre scagliate in aria dalla bocca dello Stromboli. 

 

Massimo era partito da Milazzo ieri mattina per arrivare nell’isola eoliana. Secondo le prime informazioni il giovane siciliano si sarebbero avventurato verso la scalata al vulcano ieri pomeriggio prima delle 17.30, orario previsto dall'ordinanza del sindaco per le escursioni, inerpicandosi insieme all’amico su per la zona sommitale del vulcano e senza l'ausilio di guide.  

Massimo e la passione per la natura

Ex alunno del liceo scientifico di Milazzo, lo scorso anno Massimo Imbesi aveva superato l’esame di allievo ufficiale di coperta. Amava tutto ciò che lo mettesse in contatto con la natura, dalla corsa al mare che era anche il suo lavoro sulle navi private. Per questo spesso si era ritrovato in Liguria

Tra i suoi hobby una passione smodata per la montagna e per le scalate che gli è costata, purtroppo, la vita.

Gli amici lo ricordano come un amante delle escursioni, rispolverando i momenti gioviali trascorsi su quelle altezze che regalano la spensieratezza. Massimo viene ricordato dai più come un «ragazzo speciale» con un amore sconfinato per lo Stromboli che ieri pomeriggio si è rivelata una trappola mortale per il giovane siciliano.

Uno dei suoi amici, Pauline, ricorda: «La prima volta che ho scalato Stromboli è stato dopo i tuoi consigli e dopo una serata così bella con te nella tua casa a Milazzo. Siamo andati insieme in un bar a bere vino e siamo tornati un po ' ubriachi ma pieni di questa sensazione che abbiamo tutti quando condividiamo un momento semplice ma meraviglioso con le persone in giro per il mondo. Grazie per averci trasmesso questo amore che tu avevi per lo Stromboli». Ti penserò sempre quando mi verrà in mente questa grande montagna di fuoco», conclude.

 

«Stromboli era la tua passione, e ti ha voluto con sé per sempre, riposa in pace Massimo», scrive Vito.

«Parlare con te faceva voglia di mettere quattro cose dentro uno zaino e cominciare la salita - commenta Mirko - La salita che porta lassù..... in cima a quel vulcano di cui tanto mi hai parlato.... e che con te è stato tanto, troppo crudele.... Spero che almeno adesso tu possa essere felice sul tuo vulcano..... CIAO MASSIMO è stato un piacere averti incontrato».

 

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