Tensione tra Usa e Iran, soldati italiani via dalla base americana di Baghdad

Una cinquantina di carabinieri impegnati nell'addestramento delle forze di sicurezza irachene sono stati trasferiti in un’altra zona sicura. Ressa all’arrivo della salma del generale Soleimani a Kerman: almeno 35 morti

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di Redazione
7 gennaio 2020
10:46
Soldati italiani in Iraq
Soldati italiani in Iraq

Continua l'effetto domino in Medio Oriente dopo l'uccisione - per ordine del presidente degli Usa Donald Trump - del generale iraniano Qasem Soleimani. I soldati italiani hanno lasciato, nel corso della notte, la base americana a Baghdad, da due giorni sotto il tiro dei mortai. Lo scrive stamani il quotidiano La Stampa, secondo cui il trasferimento dal compound "Union 3" ha riguardato tutti gli uomini italiani impegnati nell'operazione di addestramento delle forze di sicurezza irachene - una cinquantina di carabinieri - ed è stato deciso dallo Stato maggiore della Difesa in accordo con i vertici della Nato. I soldati, che partecipano alla "Nato Mission Iraq", non sono stati riportati in Italia, riferisce ancora il giornale torinese, ma sono stati trasferiti in «un un'altra zona, sicura e non lontana».

Anche la Germania ritira parte del contigente

Anche la Germania intende spostare parte del suo contingente ricollocando 30 dei 120 militari in Iraq, nella Giordania e nel Kuwait per motivi di sicurezza. Lo riporta l'agenzia di stampa tedesca Dpa, spiegando che il ministro delle Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer e il ministro degli Esteri Heiko Maas hanno scritto ai deputati che i militari presenti nelle basi irachene di Baghdad e Taji saranno «temporaneamente ritirati». I due ministri hanno aggiunto che andranno avanti i colloqui con il governo di Baghdad sulla continuazione della missione di addestramento delle truppe irachene. I 30 militari tedeschi che saranno ritirati erano a Baghdad e Taji, città a pochi km a nord della capitale irachena. Gli altri 90 stazionano nella regione curda, nel nord dell’Iraq.

Il deputato al Assadi: «I soldati italiani possono rimanere»

Il contingente italiano «può restare in Iraq col compito di addestrare i quadri dell'esercito e della polizia irachena». Lo dichiara in un'intervista al Corriere della Sera Ahmad al Assadi, deputato del Parlamento di Baghdad per la coalizione di partiti sciiti Al Fatah vicini alle milizie legate a Teheran. «Conta quasi mille soldati, è il secondo in termini numerici degli oltre settanta contingenti che forma la coalizione internazionale, è stato importante per aiutarci a combattere i terroristi di Isis negli ultimi anni», spiega. «Più numerosi di loro sono solo gli americani» aggiunge «ma con gli italiani in linea di massima potrebbero restare tutti gli europei e altri». Per il deputato sciita, «l'importante è che se ne vadano subito gli americani». 

Sepoltura Soleimani, ressa all'arrivo della salma: 35 morti

Funerale generale Soleimani

Non si abbassa la tensione tra Iran e Stati Uniti nel giorno in cui una nuova ondata di folla si è radunata a Kerman per la sepoltura del generale Soleimani, la cui salma è arrivata nella cittadina dell'Iran sudoccidentale. Almeno 35 persone sono morte e altre 48 sono rimaste ferite nella calca durante la cerimonia di sepoltura del generale Qassem Soleimani a Kerman, la sua città natale in Iran. Lo riferiscono media locali.

«Sarà un incubo storico per gli Usa»

Intanto, la Guida suprema Ali Khamenei vuole che qualsiasi rappresaglia per l'uccisione del generale iraniano Qassam Soleimani da parte degli Usa sia un attacco diretto e proporzionato contro interessi americani, eseguito apertamente dalle forze iraniane. Lo scrive il New York Times citando tre fonti iraniane presenti ad un incontro del consiglio per la sicurezza nazionale dove Khameni ha dettato la linea.

 

«Annuncio che 13 scenari sono stati valutati nel Supremo consiglio di sicurezza nazionale per la vendetta dell'Iran dopo l'assassinio del generale Soleimani, e anche il più debole di questi sarà un incubo storico per gli Usa», ha detto il segretario del Consiglio, contrammiraglio Ali Shamkhani, citato da Farsnews. «Prometto alla nazione eroica che la rappresaglia non avrà luogo in una sola operazione, perché sulla base delle dichiarazioni della nostra Guida tutte le forze di resistenza sono pronte a vendicare l'azione degli Stati Uniti», ha sottolineato Shamkhani.

 

Intanto il Parlamento iraniano ha designato tutte le forze armate degli Stati Uniti «terroristi» e ha stanziato circa 200 milioni di euro a sostegno delle forse Qods, di cui il generale ucciso, Qassen Soleimani era al comando. Il portavoce del parlamento Ali Larijani, citato da Farsnews, ha precisato che le risorse aggiuntive saranno messe a disposizione delle forze di sicurezza attive all'estero entro due mesi.

 

Venerdì si terrà a Bruxelles un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell'Ue per discutere della situazione.

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