106esimo giorno di guerra

Ucraina, Zelensky : «Il destino del Donbass si decide a Severodonetsk» - LIVE

Secondo il presidente ucraino «la battaglia per Severodonetsk è una delle più difficili dall'inizio del conflitto». Nel frattempo i bombardamenti russi continuano a mietere vittime tra i civili

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di Redazione
9 giugno 2022
07:02

Sono 106 i giorni di guerra tra Russia e Ucraina: un conflitto senza fine iniziato lo scorso 24 febbraio. Nelle ultime ore le forze ucraine stanno cercando di arginare con ogni mezzo l'avanzata dei militari russi. Anche se numericamente inferiori e con scarse dotazioni belliche, stanno combattendo a Severodonetsk, dove -come ha detto il Presidente ucraino - si «decide il destino del Donbass».

Secondo Zelensky «la battaglia per Severodonetsk è una delle più difficili dall'inizio dell'invasione russa». Nel 106esimo giorno di guerra, «Severodonetsk rimane l'epicentro dello scontro nel Donbass. Difendiamo le nostre posizioni, infliggendo perdite significative al nemico», ha aggiunto il presidente.


I bombardamenti da parte dei russi intanto continuano a mietere vittime tra i civili: quattro sono rimasti uccisi e altri 11 feriti nelle ultime 24 ore sotto il fuoco russo a Donetsk. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione regionale militare, Pavlo Kyrylenko. «L'8 giugno, i russi hanno ucciso 4 civili nella regione di Donetsk: 3 a Kurakhove e uno ad Avdiivka. Altri 11 civili sono rimasti feriti oggi», ha scritto Kyrylenko su Telegram. Una persona è inoltre rimasta ferita nella regione di Lugansk, a Kostiantynivka.

9 GIUGNO

13.30 - Kiev: «Mosca schiera altri carri armati vicino a Zaporizhzhia»

La Russia ha schierato altri 30 carri armati T-62 a Vasylivka, un villaggio a circa 35 chilometri a sud di Zaporizhzhia (sud): lo ha detto il Portavoce del Ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzianyk.

12.30 - Peskov: «Nessun accordo ufficiale su esportazione grano»

Un accordo concreto sull'esportazione di grano ucraino attraverso la Turchia e il Medio Oriente non è stato ancora raggiunto e il lavoro in questa direzione continua, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Peskov non ha inoltre confermato quando le notizie giunte da Zaporozhye secondo le quali 11 carichi di grano avrebbero già lasciato Melitopol per la Turchia o il Medio Oriente.

11.20 - Almeno 4,8 milioni rifugiati in tutta Europa

Quasi cinque milioni di persone fuggite dall'Ucraina sono state registrate come rifugiati in 44 paesi europei dal 24 febbraio scorso,  secondo gli ultimi dati resi noti dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Circa 7,3 milioni persone sono fuggite dall'Ucraina dal 24 febbraio, data dell'aggressione russa, e 2,3 milioni hanno fatto ritorno nel Paese, precisa l'Unhcr in un comunicato reso noto a Ginevra. I  nuovi dati, aggiornati al 7 giugno , indicano che sono stati registrati almeno 4,8 milioni di rifugiati dall'Ucraina in tutta Europa, compresi quelli  dapprima giunti nei paesi vicini e che poi sono andati oltre. L'agenzia delle Nazioni Unite osserva che sebbene la situazione in Ucraina rimanga fragile, alcuni rifugiati fanno ritorno nel Paese in conflitto per valutare la situazione, controllare la proprietà, visitare i familiari o aiutarli a partire. 

10.45 - Lavrov: «Kiev sappia che sminare porti è necessario per export»

La Russia spera che l'Ucraina sia consapevole del fatto che non c'è alternativa a sminare i porti affinché l'export sia possibile. Lo ha sottolineato il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov citato dalla Tass. 

10.03 - Kiev: «100 nostri soldati morti e 500 feriti al giorno»

Sono circa 100 i militari ucraini che ogni giorno perdono la vita e 500 quelli che vengono feriti: lo ha annunciato il ministro della Difesa di Kiev, Oleksiy Reznikov, su Telegram, riportato dall'agenzia Unian.  Dall'altra parte, secondo Reznikov anche i russi subiscono forti perdite. L'aggressione russa, ha spiegato, ha avuto l'effetto di «unire maggiormente la leadership politico-militare», rendendola «una squadra» che lavora con il comune obiettivo di «sconfiggere la Russia, non importa quanto possa essere difficile». 

9.30 - Viminale: «Oltre 130mila i profughi sinora in Italia»

Sono 130.672 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 123.712 delle quali alla frontiera e 6.960 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Sul totale, informa il Viminale, 68.629 sono donne, 19.884 uomini e 42.159 minori. Le principali città di destinazione dichiarate all'ingresso in Italia restano Milano, Roma, Napoli e Bologna.

6.55 - Sindaco Mariupol: «In città mancano i medici»

Situazione catastrofica dal punto di vista sanitario a Mariupol, città ucraina occupata dai russi. A lanciare l'allarme è il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andriushchenko, il quale su Telegram spiega che «c'è una catastrofica carenza di medici in città» e che i soldati russi hanno incominciato a "persuadere" i medici pensionati ultraottantenni a ritornare al lavoro.

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