Virus Cina, 56 milioni di persone isolate. Il racconto di un infermiere italiano

Sale a 41 il bilancio delle vittime nel Paese asiatico mentre in Francia vengono confermati tre casi. La testimonianza di un'operatore sanitario su cosa sta accadendo a Wuhan: «Medici ammalati e ospedali pieni»

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25 gennaio 2020
11:48

Si estende sempre di più il contagio per l'emergenza coronavirus che dalla città di Wuhan, città cinese da cui ha avuto origine il virus, sta preoccupando ora tutto il mondo. Secondo l'ultimo report ufficiale, sono 41 i morti causati dal misterioso virus  fino a questo momento mentre i casi accertati sono oltre 1300.

 

Per circoscrivere il contagio il governo di Pechino ha imposto l’isolamento a Wuhan, estendendo il cordone sanitario a una decina di città limitrofe, per una popolazione totale di circa 56 milioni di persone stando ai dati riportati stamane da Repubblica.

 

Nelle ultime ore si è scoperto con certezza che il coronavirus di Wuhan è approdato anche in Europa con tre casi accertati in Francia, a Bordeaux e Parigi. Il virus era già stato individuato in precedenza in Usa e ora anche in Australia.

 

Le misure prese dal governo cinese

Sottopassi chiusi e ponti presidiati dalla polizia, blocco totale dei trasporti pubblici da e per le città a rischio; chiusi gli accessi autostradali che servono i vari conglomerati abitativi. L’isolamento imposto dal provvedimento governativo restringe nei fatti la mobilità di chi sperava almeno di riuscire a spostarsi da una zona all’altra della città.

 

Al momento sono dunque 18 le città dell'Hubei che hanno una qualche sorta di restrizione al movimento dei loro abitanti. Non solo, la Cina ha inoltre ordinato misure a livello nazionale per identificare i casi sospetti su treni, aerei e autobus.

 

«Emergenza grave: medici ammalati e ospedali pieni»

«Con oggi e dopo appena 24 ore dal precedente annuncio, l’emergenza passa da severa a grave, raggiungendo il livello 1, ovvero emergenza su scala nazionale», dichiara Francesco Barbero - infermiere di area critica a Wuhan - al sito Medical Facts di Roberto Burioni.

 

«Per la popolazione l’unico modo per raggiungere l’ospedale è chiamare il 120, il loro servizio di emergenza sanitaria. I nove ospedali designati per la gestione dei casi infetti sono però saturi, e l’idea di filtrare i pazienti in base alla sola febbre sembra funzionare poco: troppo lunghe le file e i social cinesi sono saturi di scene di rabbia o panico, mentre pazienti in coda svengono esausti».

 

«I team di China Health, l’equivalente dei nostri moduli sanitari regionali - aggiunge Barbero - attivabili in caso di calamità - sono in arrivo da tutto il Paese. Il loro contributo sarà essenziale per compensare la situazione di squilibrio attuale».

 

«Sempre più difficile riunirsi tra familiari»

«Sottopassi chiusi e ponti presidiati dalla polizia: Wuchang, Hankou Hanyang sono tornate a essere tre città distinte, come ai tempi delle concessioni straniere di fine ‘800», prosegue Francesco Barbero nella sua testimonianza a Medical Facts.

 

«Si passa solo se senza febbre e con la mascherina addosso; diventa sempre più difficile riunirsi tra familiari per festeggiare la vigilia della festa più importante della tradizione, il Capodanno lunare». Già da oggi «sembra verranno disposte misure ancora più strette - conclude Barbero - in vista di una riorganizzazione per funzioni della città».

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