Turismo Calabria, Lo Schiavo: «Troppe norme disorganiche, serve un Testo unico»

Il consigliere regionale su alcuni aspetti contenuti nella rimodulazione del Piano azione e coesione: «Sbagliato puntare solo sui grandi eventi. I piccoli comuni verrebbero spogliati di iniziative che contribuivano a ridare vitalità»

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4 maggio 2022
21:32
Il consigliere regionale Lo Schiavo
Il consigliere regionale Lo Schiavo

Sulla rimodulazione del Piano di azione e coesione, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo è intervenuto con una nota stampa: «Il turismo in Calabria – ha affermato - è regolato da troppe norme disorganiche mentre un settore così importante necessiterebbe di un Testo unico che assicuri maggiore coordinamento ed eviti sovrapposizioni e conflitti tra normative. È tempo che turismo e attrattori culturali vengano considerati asset strategici dello sviluppo della regione, al pari di sanità ed infrastrutture, perché è da essi che passa l’immagine della Calabria e buona parte del suo potenziale economico. Vi sono aspetti interessanti nella rimodulazione del Pac 2007/2013 ma – aggiunge - puntare esclusivamente sui grandi eventi rappresenterebbe, a mio avviso, un errore strategico. Così come sarebbe sbagliato stralciare completamente gli eventi storicizzati».

 


Lo Schiavo ha parlato nel corso della seduta di Consiglio regionale, in merito alla proposta di provvedimento amministrativo n.35/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di azione e coesione (Pac) 2007/2013”: «Dalla programmazione - ha spiegato - emerge chiaramente la volontà di accentrare tutte le funzioni al Dipartimento e, come strumento operativo, alla Film commission ma, al contempo, si spogliano i piccoli comuni di tutti quegli eventi che contribuivano a ridare vitalità alle aree interne. Tale strategia rischia di provocare un’ulteriore emarginazione dei centri dell’entroterra che, al contrario, avrebbero estrema necessità di eventi in grado di attrarre flussi di visitatori».

 

«È auspicabile -conclude - una più efficace strategia in termini di distretti turistico-culturali in modo tale che gli eventi (compresi quelli storicizzati) siano organizzati in una rete distrettuale per aree omogenee, con una comunicazione unica ed integrata. Una sorta di network culturale per distretti in grado di innescare un salto di qualità per la regione e che potrebbe realmente rappresentare la chiave di volta per un’immagine diversa della Calabria nel mondo».

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