Consiglio regionale convocato per il 18 giugno: all'ordine del giorno una nuova infornata di nomine

Nonostante l'Assemblea sia sciolta da mesi sono previste assegnazioni di incarichi dal sapore elettorale come quello del Garante della Salute e dei componenti del Corecom

di Ric. Trip.
14 giugno 2021
13:49

Fissata una nuova seduta del Consiglio regionale che il presidente Giovanni Arruzzolo ha convocato per venerdì 18 giugno, con inizio alle ore 13.00. All'ordine del giorno dei lavori lo svolgimento di un elenco di interpellanze, ex art. 120 del Regolamento interno del Consiglio regionale, e di interrogazioni, ex artt. 121 e 122 del regolamento.

Al terzo ed ultimo punto, 12 proposte di provvedimento amministrativo inerenti nomine di competenza del Consiglio regionale. Tra queste, la nomina dei componenti del Comitato regionale per le comunicazioni, Co.Re.Com, la nomina del Garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza; del Garante della Salute, di due componenti nel Consiglio di Amministrazione di Fincalabra SpA, e del presidente e di un membro effettivo nel Collegio sindacale della stessa Agenzia.


Minoranza di centrosinistra già sul piede di guerra considerando che le nomine messe in calendario non avrebbero i profili di urgenza e indifferibilità che dovrebbero avere gli atti che il Consiglio, ormai sciolto da lunghi mesi, secondo legge. Una questione che già sta animando il dibattito politico da diversi mesi e che ha provocato più volte l’abbandono dei lavori d’Aula e della Conferenza dei capigruppo in più occasioni.

D'Ippolito (M5s): «Una vergona nera»

«Sarebbe una vergogna nera se il Consiglio regionale procedesse, come pare, a un'infornata di nomine in enti e organi amministrativi. I calabresi attendono l'estate e chiedono interventi tangibili nel settore del turismo, dei trasporti, della sanità e dell'economia in generale». Afferma, in una nota, il deputato M5s Giuseppe d'Ippolito facendo riferimento all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale della Calabria.

«Saremmo al paradosso, se il Consiglio regionale, la cui attività è per legge limitata alla gestione ordinaria - prosegue - si lasciasse scappare la mano in vista delle elezioni d'autunno. Sarebbe la riprova che il palazzo conta più della comunità e che non c'è limite all'utilizzo del potere per fabbricare clientele e quindi consenso. Non c'è bisogno né urgenza di collocare qualcuno nel Consorzio del Bergamotto, nella Casa degli Oli extravergini o nel Comitato per le servitù militari. La Calabria necessita invece di misure concrete che consentano una progressiva ripresa delle imprese, dei redditi e delle famiglie. Mi auguro - conclude D'Ippolito - che la responsabilità e il senso delle istituzioni prevalgano in Consiglio regionale, anche per evitare che scoppi un nuovo caso nazionale che, soprattutto in questo momento, nuocerebbe oltremodo alla nostra regione».

Giornalista
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