Tensioni nella maggioranza sulla data del voto: Consiglio slittato di 4 ore

Nell’ultima seduta il centrodestra si presenta in ordine sparso e ritarda l’inizio dei lavori. Fi e Fdi spingono per il 14 febbraio, ma Lega, Udc e civiche frenano

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di Ric. Trip.
10 novembre 2020
16:42

Riunione fiume di maggioranza a palazzo Campanella che costringe ad un rinvio dei lavori d’Aula di oltre 4 ore. Il copione non cambia neanche in occasione dell’ultima seduta che doveva servire soltanto per prendere atto della chiusura anticipata della legislatura, congedare i consiglieri e compiere alcuni adempimenti formali in ordine alla legge elettorale e alla programmazione comunitaria.

 

La polemica politica e il calcolo elettorale hanno invece condizionato anche l’ultimo atto della legislatura. Una lunga riunione di maggioranza ha preceduto l’inizio dei lavori e non sono mancate litigi e parole grosse. Oggetto del contendere: la data delle regionali dopo l’intervento a gamba tesa del Consiglio dei ministri che ha indicato come finestra possibile quella che va dal 10 febbraio al 15 aprile, vanificando i sogli di gloria di Forza Italia e Mimmo Tallini che ipotizzavano addirittura il 15 gennaio non curanti dell’andamento della curva epidemiologica.

Adesso Forza Italia, sempre tramite il presidente del Consiglio che esegue i desiderata di Roberto Occhiuto, spinge per la prima data utile della finestra che sarebbe il 14 febbraio, con il benestare di Fdi. Il deputato forzista, che studia da candidato governatore, non vorrebbe dare al centrosinistra il tempo di riorganizzarsi.

 

Ma trova la ferma opposizione di diversi componenti della giunta, gli assessori Savaglio e Talarico tra gli altri, ma anche del presidente f.f. Nino Spirlì che predica prudenza. E seppure è vero che Matteo Salvini si è espresso in favore della prima data utile, è chiaro che la priorità deve essere data all’andamento del contagio. Frenano anche i consiglieri delle liste civiche e tutti coloro che non sono così sicuri di essere rieletti.

Lascia di stucco, tuttavia, la vacuità del dibattito. Anche se il presidente ff Spirlì dovesse dare il via libera per il 14 febbraio, il governo centrale potrebbe sempre intervenire per operare un rinvio nell’eventualità in cui dovesse protrarsi l’emergenza sanitaria. E c’è da considerare anche che molte comunali e altre elezioni di secondo livello sono già state rinviate al 28 marzo.

Giornalista
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