Cosenza, il prefetto stoppa Occhiuto: non può “ordinare” nuove assunzioni in ospedale

Cinzia Guercio annulla il provvedimento emanato nei giorni scorsi dal primo cittadino bruzio: non rispettava le disposizioni statali e regionali, non era urgente e attribuiva al sindaco poteri che non ha

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di Camillo Giuliani
21 novembre 2020
16:02

Che quell'ordinanza fosse un colpo di teatro dalla dubbia utilità era palese, ma la conferma arriva dalla Prefettura di Cosenza: non può essere Mario Occhiuto a imporre assunzioni nell'ospedale di Cosenza. Il diktat del sindaco bruzio, proprio come quello (quasi identico) di sei anni fa è illegittimo e il prefetto Cinzia Guercio ha deciso di annullarlo, comunicando a Palazzo dei Bruzi, Questura di Cosenza e Comando provinciale dei Carabinieri quello che LaC aveva già spiegato ai suoi lettori nei giorni scorsi.

Un provvedimento illegittimo

Guercio evidenzia come il provvedimento dell'architetto cosentino risulti «caratterizzato da profili di illegittimità, in quanto in contrasto con le disposizioni statali e regionali, carente del requisito di contingibilità e caratterizzato da ecesso di potere». Il prefetto evidenzia come i requisiti di contingibilità e urgenza che possano giustificare atti come quello di Occhiuto non «sembrerebbero sussistere nel caso di specie». La carenza di medici, infermieri e tecnici di laboratorio all'Annunziata, infatti, non è certo una novità dettata dall'emergenza, sebbene la pandemia possa averla acuita. E a porre rimedio devono essere i Commissari, siano essi quelli per il Piano di Rientro oppure quelli dell'Asp o dell'Ao, non un sindaco.
Il blitz di Occhiuto in ospedale e la successiva ordinanza, invece, va a «snaturare le competenze proprie e le prerogative dell'Azienda ospedaliera, dotata di personalità giuridica e di capacità imprenditoriale, sulla quale, in primis, grava l'onere, infungibile, di garantire i livelli essenziali di prestazioni sanitarie e di valutare il fabbisogno di personale e le esigenze assunzionali». È all'Ao, quindi, che spetta attivarsi per superare «le situazioni di criticità che andrebbero a detrimento dell'offerta sanitaria», non a un sindaco.

Cosenza non può decidere per tutta la provincia

Occhiuto, poi, sarà anche il primo cittadino pro tempore del capoluogo, ma il bacino di utenza dell'Annunziata comprende tutta la provincia, non solo Cosenza. Con la sua ordinanza, invece, il sindaco bruzio è intervenuto su aspetti che «esulano dalla mera territorialità locale». Un provvedimento del genere, insomma, potrebbe competere al massimo alla Regione, se non al Governo centrale, ma mai a un Comune. Alla lista degli errori di Occhiuto si aggiunge anche il fatto di non aver comunicato preventivamente la sua decisione a Guercio, come invece prevederebbe la legge. Come da sentenza del Consiglio di Stato, infatti, un sindaco è un ufficiale di Governo in rapporto di dipendenza funzionale dal prefetto. Ma Occhiuto non ne ha tenuto conto e a Guercio non è restato altro che annullare d'ufficio l'ordinanza, che risulta «illegittima e mina l'unità di indirizzo ed il coordinamento prefettizio dei compiti e delle attività degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza nella provincia».

 

giuliani@lactv.it

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