ROMA - Se Sparta piange, Atene certo non sorride. Mentre nel Pd si consumano gli ultimi regolamenti di conti in vista delle primarie e le distanze divengono siderali tra componenti del partito, il centrodestra è ancora alla ricerca di un candidato in grado di giocarsi la partita delle elezioni regionali tra divisioni, spaccature e qualche scontro in tribunale. Sul nome di Wanda Ferro sembrano essere stati rimossi molti ostacoli. Non essendoci più il veto della famiglia Gentile, la candidata su cui punta la coordinatrice regionale azzurra Jole Santelli potrebbe vedersi spianata la strada. Il condizionale però rimane d’obbligo. Perché soprattutto dentro Forza Italia c’è chi vorrebbe percorrere una strada alternativa. Le ipotesi che conducono a Giacomo Mancini ( per evitare un’eventuale debacle a Cosenza in caso di vittoria di Mario Oliverio alle primarie del Pd) e a Giuseppe Raffa (sul quale permane il veto dell’ex governatore Giuseppe Scopelliti) sembrano perdere di consistenza, però, ogni giorno che passa, mentre la pista che conduce  al deputato lametino Pino Galati -l'ultimo degli oppositori di Wanda Ferro - viene vista come una sorta di “extrema ratio” i cui effetti benefici, sul piano elettorale sarebbero tutti da verificare. Piuttosto l’ex Cavaliere sta riflettendo sulla possibilità di guardare oltre il perimetro del partito. L’asso nella manica di Silvio Berlusconi sarebbe Antonio Catricalà, estromesso dalla corsa alla Corte Costituzionale proprio dal veto posto da Forza Italia. L’intuizione dell’ex presidente del Consiglio potrebbe spiazzare un po’ tutti. Anche se la politica difficilmente in questa circostanza sarà disposta a fare un passo indietro. (tf)