Decesso al pronto soccorso dell'Annunziata, la direzione sanitaria precisa

L'Azienda ospedaliera ripercorre le fasi dell'assistenza medica prestata ad Ivana Curcio, la donna di 57 anni spirata nella serata del 20 luglio. La Procura ha aperto un'inchiesta. Sequestrata la salma e le cartelle cliniche 

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di Salvatore Bruno
22 luglio 2019
12:57

Sul decesso di Ivana Curcio, la donna di 57 anni deceduta nella serata di sabato scorso 20 luglio, al pronto soccorso dell'Annunziata di Cosenza, arriva una nota ufficiale della Direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliera nella quale si ripercorrono le fasi dell'assistenza medica prestata alla paziente, prima del tragico esito, «a totale confutazione - è scritto nel comunicato - delle notizie errate veicolate in queste ore».

La drammatica sequenza

La paziente - si legge nel documento - è giunta in Pronto Soccorso alle ore 9.37 del 20.07.2019 con gravi esiti di patologia neoplastica, operata nel mese di febbraio, era attualmente in trattamento chemioterapico. Dalla scheda di Pronto soccorso la paziente è stata presa in carico da un primo sanitario alle ore 9.45. In seguito:

ore 9.46 sono stati richiesti esami di laboratorio;
ore 9.48 è stato richiesto un RX addome e somministrata terapia;
ore 10.34 è stata richiesta consulenza per ecografia addome;
ore 11.12 e ore 11.14 rispettivamente, è stato eseguito esame obiettivo e visita chirurgica;
ore 13.56 è stata somministrata terapia antidolorifica e morfina;
ore 15.19 viene presa in carico da altro sanitario per cambio turno;
ore 15.23 è stato disposto tac addome con e senza mezzo di contrasto;
ore 19.15 peggioramento del quadro clinico: paziente incosciente e
assenza di polso. Nonostante la somministrazione di adrenalina e ventilazione, assenza di ripresa di attività cardiaca. Si constata il decesso della paziente.

La denuncia dei familiari

In seguito alla morte, superati i comprensibili momenti di rabbia e di sconforto, i familiari hanno presentato denuncia al posto di polizia dell'ospedale. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma e l'esame autoptico per accertare la verità.

Giornalista
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